Gol subiti su calcio piazzato, i numeri della Dea sorprendono: sono solo sei su 45
Nell'area dell'Atalanta spesso ci sono scontri corpo a corpo, ma i numeri dicono che le reti prese in queste situazioni sono comunque poche rispetto al totale

di Fabio Gennari
Quando succede, la sensazione di un brutto errore ti rimane. Palla in mezzo da calcio piazzato, gol "facile" degli avversari e tanti saluti. La domanda, tuttavia, è un'altra: i gol su calcio da fermo subiti dall'Atalanta sono stati tanti? È un brutto dettaglio da sistemare?
Analizzando i 45 gol incassati fino a questo momento dalla Dea tra tutte le competizioni, si può notare che sono appena sei quelli riconducibili ad azioni da palla inattiva con rete diretta o immediatamente conseguente al primo tocco verso la porta. Tra l'altro, solo tre su sei nascono da tiri dalla bandierina.
In campionato è successo di incassare questo tipo di reti contro il Torino (1-1, gol di Maripan) e contro l'Inter (angolo di Calhanoglu, zuccata di Carlos Augusto per lo 0-1). Tutto qui. Gli altri gol subiti di questo tipo sono arrivati in Coppa Italia con il Bologna (0-1, rete di Castro con punizione di Lykogiannis dalla trequarti), in Supercoppa Italiana contro l'Inter (Dumfries per l'1-0 dopo un calcio d'angolo) e ancora in Champions League sul campo dello Young Boys (Ganvoula per il momentaneo 1-1) e a Barcellona, quando Araujo ha siglato il momentaneo 2-1 staccando tutto solo all'altezza del secondo palo.
Sono pochi, dunque, i gol subiti su calcio piazzato ed è anche fisiologico che nell'arco di una stagione si arrivi a questo tipo di statistica. Le avversarie si attrezzano, i centrali della Dea che controllano la zona di competenza magari commettono qualche errore e la frittata, a due passi dalla porta, è fatta. Ci si può lavorare, certo, l'obiettivo è quello di limitare sempre i problemi, ma non siamo di fronte a una caratteristica (negativa) che identifica in modo netto la difesa nerazzurra.