Dannato tarlo asiatico: 119 alberi al Parco della Trucca dovranno essere abbattuti
È stato individuato un esemplare infestato nei pressi di un giovane impianto forestale. Le compensazioni arriveranno a novembre

Dopo Mozzo, dopo Treviolo, ora tocca anche a Bergamo: la presenza del tarlo asiatico (Anoplophora glabripennis) è stata confermata anche al Parco della Trucca.
A seguito dei recenti controlli effettuati da Ersaf sul patrimonio arboreo cittadino, è stato infatti individuato un albero infestato nei pressi di un giovane impianto forestale.
La richiesta di Regione
Per questo dovranno essere abbattuti ben 119 esemplari nei primi giorni della prossima settimana. Regione Lombardia ha infatti emanato un'ordinanza con cui richiede al Comune di Bergamo di concedere l'accesso alle aree comunali del parco entro il 15 aprile a Ersaf per conto del Servizio Fitosanitario Regionale, per procedere all’abbattimento «delle piante infestate e delle piante specificate per Anoplophora glabripennis che ricadono nel raggio di cento metri da una pianta infestata».
Principalmente platani
Gli abbattimenti avverranno sotto la supervisione del Garante dei diritti degli animali: si tratta di otto alberi di dimensioni significative e 111 giovani impianti. La suddivisione per specie è la seguente: Acer campestre, 6; Acer platanoides, 89; Acer saccharinum 1; Populus, 11; Salix, 6; Ulmus, 6.
Le operazioni di messa a dimora delle compensazioni inizieranno nel mese di novembre, all'interno dello stesso parco.
Ed è andata ancora bene...
L'assessore alla Transizione ecologica di Bergamo Oriana Ruzzini cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno: «Era prevedibile che le ispezioni portassero al riscontro di nuove infestazioni: le evidenze scientifiche dimostrano che sono necessari cinque o sei anni per debellare completamente il focolaio. A Bergamo, la presenza del tarlo è stata rilevata per la prima volta nel 2024. Siamo fortunati ad aver individuato l'insetto in un solo albero, situato vicino a piante in gran parte giovani. Gli alberi di grandi dimensioni abbattuti saranno otto, mentre gli altri sono esemplari forestali o spontanei in un’area che resterà densa di alberature».
Compensazioni a "pronto effetto"
Aggiunge: «Le compensazioni che abbiamo richiesto alla Regione prevedono un numero di alberi "pronto effetto" superiore a quelli abbattuti, oltre a un adeguato numero di piante forestali. Queste saranno collocate nella parte del parco più esposta alla circonvallazione, nei pressi del secondo lago».
Va bene, continuiamo così. Non hanno fatto tempo a cresce gli alberi della Trucca che sono stati segati tutti. Adesso le nuove piantumazioni di novembre ci metteranno altri 15 anni a crescere. Fino al nuovo tarlo. Non so voi, ma io le evidenze scientifiche le so comprendere se qualcuno le spiega, e il parco adesso fa veramente schifo, quella è la vera evidenza.
Quando non fa l'agronomo Francesco Giuseppe chiedendo abbattimenti e potature drastiche ovunque, fa l'agronomo Giuseppe Francesco lamentandosi per abbattimenti doverosi e previsti dalla norma. Avete una laurea in agronomia o parlate perchè Dio vi ha infuso la scienza dall'alto?
Giuseppe Francesco, non sapevo che fossi (anche) un agronomo! A che titolo noi profani dovremmo ricevere "evidenze scientifiche", che poi sicuramente non saremmo in grado di comprendere ma solo di fraintendere? Proprio vero che al giorno non ci si fida mai di nessuno tranne che di chi racconta balle (quelle che piacciono a noi, naturalmente).
Basta con queste inutili stragi di alberi. Dove sono le evidenze scientifiche tali per cui bisogna abbattere tutti gli alberi nell’arco di 100 metri? Non sembra funzionare molto, lasciamo stare gli alberi finché non sono infetti