Il calo delle nascite in Bergamasca prosegue e il 2025 rischia, a questo punto, di chiudersi come uno degli anni peggiori sul piano demografico: secondo i dati provvisori Istat, riportati oggi (venerdì 2 gennaio) da L’Eco di Bergamo, tra gennaio e settembre in provincia sono stati iscritti all’anagrafe 5.321 neonati. Sono 132 in meno rispetto ai 5.453 dello stesso periodo del 2024, un calo del 2,4 per cento.
Per il quadro definitivo bisognerà attendere i dati di fine anno, ma il confronto con il passato non è incoraggiante. Nel 2024, infatti, l’ultimo trimestre aveva permesso un lieve recupero, chiudendo con un +0,1 per cento. Quest’anno, però, la flessione appare più marcata: tra gennaio e ottobre 2024 il saldo era del -0,9 per cento, contro quello di meno due punti percentuali del 2025.
Un ulteriore declino demografico
Se la tendenza fosse confermata, il numero complessivo dei nati potrebbe attestarsi intorno a quota settemila. Un valore lontanissimo dal picco del 2009, quando in Bergamasca nacquero 12.080 bambini. Da allora il declino è stato costante: sotto gli undicimila nel 2012, i diecimila nel 2015, i novemila nel 2018 e gli ottomila nel 2020. Il rischio di scendere anche sotto i settemila non è più remoto.
In questo lungo calo, solo due volte si è registrato un timido segno positivo: nel 2021 (+0,3 per cento), anche per un effetto di recupero post-pandemia, e nel 2024 (+0,1 per cento). Intanto, un primo bilancio arriva già dagli ospedali: nel 2025 i nuovi nati sono stati complessivamente 6.935, in calo del 3,2 per cento rispetto ai 7.167 del 2024. È la prima volta, negli ultimi anni, che si scende sotto la soglia dei settemila parti. Nel 2022 i nati erano stati 7.317, nel 2023 invece 7.153.
I punti nascite degli ospedali
Il Papa Giovanni di Bergamo resta il principale punto nascita della provincia, ma nel 2025 è tornato sotto quota quattromila con 3.994 parti, 79 in meno (-2 per cento) rispetto al 2024, pur mantenendo volumi superiori al 2023. Segna invece un record storico l’ospedale Bolognini di Seriate, che ha registrato 2.060 nascite, +7,9 per cento rispetto al 2024, anche grazie ai flussi provenienti da territori rimasti senza punti nascita. Frena dopo tre anni di crescita Treviglio, che chiude a 881 nati (-4,8 per cento), comunque sopra i livelli di inizio decennio.
I numeri riflettono anche la riorganizzazione della rete ospedaliera: l’ultimo caso è quello di Ponte San Pietro, il cui punto nascita è stato definitivamente chiuso nel maggio 2025, dopo una progressiva riduzione dell’attività nel 2024. I parti sono stati redistribuiti soprattutto tra Papa Giovanni e Bolognini.
Quella di Ponte è l’ultima di una lunga serie di chiusure, iniziate nei primi anni Novanta e che hanno coinvolto, progressivamente, le aree periferiche: da Gazzaniga a Trescore, da Lovere e Sarnico fino a Clusone, San Giovanni Bianco, Calcinate, Piario e Alzano Lombardo. Dieci punti nascita chiusi in poco meno di 35 anni, a conferma di una trasformazione demografica ormai strutturale.
I primi vagiti del 2026
Intanto, nella giornata di ieri (1 gennaio) sono arrivate le notizie sui primi nuovi nati del 2026 negli ospedali bergamaschi. Il primo vagito è arrivato all’ospedale di Treviglio, dove alle 2.15 è venuto al mondo José Angel, figlio di una coppia di origini sudamericane residente a Caravaggio.
Al Papa Giovanni si sono dovute invece aspettare quasi le 5 per il primo nuovo nato: André Kadria, figlio di una coppia di origini albanesi che vive da anni a Cologno al Serio.
Al Bolognini di Seriate, infine, si sono attese addirittura le 9.37, orario in cui è stato esposto il fiocco rosa per Melanie Corna, figlia di mamma Isabel Arrigoni (29 anni) e di papà Diego (39 anni), coppia di Cerete.