Le parole del padre

S’è spento il sorriso di Alessia, la bambina di Verdellino malata di tumore che amava il calcio

Si è addormentata poco prima di Natale e per tredici giorni è rimasta aggrappata alla vita. Era affetta da un medulloblastoma metastatico al cervello

S’è spento il sorriso di Alessia, la bambina di Verdellino malata di tumore che amava il calcio

Ha lottato fino all’ultimo. La famiglia ha fatto di tutto per sostenerla, per starle vicino, per curarla. Ha lanciato una raccolta fondi che ha avuto grande successo, ma purtroppo non è bastato. Ieri (2 gennaio), a Verdellino, se n’è andata Alessia Daminelli, 9 anni, affetta da un medulloblastoma metastatico al cervello scoperto meno di un anno fa, il 13 febbraio 2025.

I funerali il 5 gennaio

Come riporta PrimaTreviglio, Alessia si è addormentata poco prima di Natale e per tredici giorni è rimasta aggrappata alla vita con la forza che l’ha sempre contraddistinta, finché non si è spenta la luce. I funerali si terranno lunedì (5 gennaio), alle 14.30, nella chiesa parrocchiale di Verdello. La camera ardente è invece allestita alla Casa del Commiato “La Bergamasca” di via Friuli, sempre a Verdello.

La sua storia aveva commosso tantissime persone, della provincia di Bergamo e non solo. Era appassionatissima di calcio, tifosa dell’Inter, al punto che il difensore nerazzurro Alessandro Bastoni le aveva fatto avere una sua maglia con dedica.

La vicinanza della famiglia e della comunità

Da quando aveva fatto ritorno a casa – dopo gli interventi, la chemioterapia e l’autotrapianto di midollo –, in paese si erano susseguite tante iniziative per sostenere lei e la sua famiglia, papà Roberto Daminelli, mamma Manuela Falzone e la sorella maggiore Noa, sempre al suo fianco.

Purtroppo il brutto male è tornato e in pochi giorni la piccola si è spenta, sempre circondata dall’amore dei suoi cari e delle tante persone che nel tempo l’hanno conosciuta e le hanno voluto bene. È proprio a queste persone che, qualche giorno fa, il padre Roberto si era rivolto:

«Da quando questo cammino è iniziato, non ci siamo mai sentiti soli. Il vostro sostegno, la vostra vicinanza silenziosa e fragorosa, le vostre preghiere e i vostri pensieri sono state le radici che ci hanno tenuti saldi, il vento che a volte ci ha spinto avanti quando le forze venivano meno. Ora affrontiamo l’ultima, decisiva battaglia. Il male è ritornato, ma nella sua ombra persiste un tenace barlume di speranza. È a questo che ci aggrappiamo. Non con l’urlo, ma con un cuore risoluto.

Vi chiediamo di continuare a essere al nostro fianco, come sempre avete fatto. Di aiutarci a sostenere Alessia con la stessa forza dolce e potente di sempre. Il nostro scopo è uno solo: fare in modo che Alessia viva ogni singolo giorno che le viene donato nel modo migliore possibile, riempito di amore, di pace, e della bellezza che merita. Sentiamo dentro di noi, chiara e viva, la forza che ci state dando. È quella forza che ci guida nella lotta contro questa malattia, che ci fa guardare avanti senza paura, uniti. Grazie, per non averci mai lasciati soli. Grazie, per lottare con noi».

Alessia amava il calcio, correre dietro a un pallone. Era un piccolo uragano. Per questo, una volta tornata a casa, ha voluto essere sempre presente – persino in campo con la Nazionale italiana di calcio in occasione della partita con l’Estonia giocata a Bergamo lo scorso settembre –, a testimoniare quanta forza c’era ancora dentro di lei: pronta a combattere, a mettercela tutta, senza mai smettere di sorridere.

Le parole di addio di papà Roberto

Alla fine, è stato sempre papà Roberto ad annunciare la tragica notizia.:

«Ora riposa, piccola grande guerriera. Per tredici giorni hai combattuto la battaglia più dura, tenendo stretti a te i cuori di chi ti amava. La tua anima ha resistito, vibrante e tenace, in un corpo che la sofferenza cercava di sfregiare.

Ora quel corpo, segnato e irriconoscibile agli occhi del mondo, è solo un vestito lasciato con dolcezza sulla terra. Perché tu, la vera essenza di te, il tuo spirito indomito, la luce che ti conoscevano negli sguardi, la forza che ha respirato per tredici lunghi giorni quella è volata via. Libera.

Hai insegnato, nel tuo tempo breve e infinito, che la grandezza non si misura in anni, ma in coraggio. Che l’amore non conosce la resa, anche quando tutto sembra perduto. Che a volte le anime più “piccole” lasciano i solchi più profondi. Il tuo viaggio qui è finito, Alessia, ma il tuo eco no. Il ricordo della tua passione per la vita, della tua sofferenza sopportata, del tuo ultimo, faticoso respiro, rimarrà per sempre un insegnamento di amore incondizionato e di una forza che va oltre la materia.

Dormi in pace, piccola farfalla. Il tuo volo è stato breve, ma ha toccato cieli che altri impiegano una vita per intravedere. E per chi è rimasto, il mondo è un po’ più vuoto, ma il cielo, da oggi, ha una stella in più da guardare quando il dolore si fa sentire. Ti abbiamo amato finché abbiamo potuto. Ora ti amiamo lasciandoti andare».

La commozione della sue compagne di squadra

Tra i tanti ricordi e le tante parole di addio che si stanno susseguendo in queste ore, particolarmente toccante il post e il video pubblicati su Facebook dall’Orobica Calcio, formazione di calcio femminile nella quale Alessia giocava e in cui aveva tante amiche.

«Arrivederci Alessia, piccolo angelo che ha reso le nostre vite più unite e forti. Oggi tremano le nostre menti e tutto resta immobile, il cuore si ferma.

Con i tuoi 9 anni hai dato un senso infinito alle parole giocare, crescere, sognare, che sembrano scontate ma hanno un valore più che mai intenso e importante per chi potrà arricchirle di futuro, quello che tu avrai per vegliare su tutti noi. Sei salita su quella nuvola che passa lenta e porta con sé la tua gioia e il tuo splendido e contagioso sorriso. Un fruscio dolce, una luce che non si spegnerà mai.

Avremmo voluto trattenere la tua voce ancora un po’, seguire il suono delle tue mani per qualche tempo, fino a provare ad abituarci a immaginarlo librare nell’aria. Ma dobbiamo arrenderci e questo ci rende profondamente infelici, impotenti ed affranti.

In quest’ultimo anno non hai chiesto niente e hai dato tutto, quel tutto che ha riempito le stanze e fatto sorridere anche al buio e nei giorni di pioggia tutte le persone con cui hai condiviso curiosità e passione per il calcio giocato, soprattutto per la tua amata Inter.

Ora puoi correre veloce, senza più nessuna paura, con gioia e amore infiniti e con la tua risata a fare compagnia a tutti gli angeli che ti accompagneranno in eterno e a cui tu ora farai le tue domande acute alla ricerca del senso delle cose. E ogni volta che vedremo una stella brillare più delle altre, sapremo che quella sei tu che ti fai sentire e vedere dai noi che mai ci dimenticheremo di te.

Perdonaci se piangiamo la tua assenza troppo grande per essere spiegata. Con amore, le tue Sharks».