Cambio della guardia

Niente più Bù Bistrot nei giardini dell’Accademia Carrara, si cerca un nuovo gestore per il futuro

Il contratto con la società Finlatt è in scadenza a settembre e non verrà rinnovato. Sono stati due anni anche di tante polemiche

Niente più Bù Bistrot nei giardini dell’Accademia Carrara, si cerca un nuovo gestore per il futuro

La Fondazione Accademia Carrara di Bergamo ha iniziato la ricerca di un nuovo partner per la gestione dell’ormai ex Bù Bistrot all’Accademia Carrara, lo spazio di ristorazione collocato nei giardini del Museo in via della Noca n° 7. Il contratto con l’attuale gestore, ovvero la società Finlatt S.r.l., è in scadenza per metà settembre e non verrà rinnovato, dunque lo scopo è quello di individuare un nuovo operatore che sia capace di garantire continuità nella qualità del servizio e nell’offerta rivolta al pubblico.

Una nuova ricerca per gestire il bistrot

Con l’avvio di questa fase esplorativa, la Fondazione punta su un progetto che unisca cultura enogastronomica, arte, territorio e accoglienza. Il futuro gestore dovrà essere in grado di valorizzare il bistrot come luogo aperto a tutti: non solo ai visitatori del museo, ma anche ai cittadini e ai turisti che desiderano trascorrere del tempo in uno spazio immerso nel verde, parte integrante dell’esperienza culturale dell’Accademia Carrara.

Il grazie a Finlatt e al team di gestione

La Fondazione ha voluto esprimere un ringraziamento a Francesco Maroni, Luca Guerini e a tutto il team di Finlatt S.r.l., che hanno accompagnato l’avvio di questa proposta gastronomica all’interno dei giardini del museo. Il Bù Bistrot in Carrara si è infatti affermato come un’estensione dell’offerta culturale dell’Accademia, contribuendo a rendere gli spazi esterni un punto di incontro per il pubblico.

Il possibile approdo di Bù a ChorusLife

Il cambiamento nella gestione del bistrot si inserisce in un periodo di movimento nel panorama della ristorazione cittadina. Nelle scorse settimane si è parlato del turnover previsto nello smart district ChorusLife, che nel 2026 si prepara ad accogliere nuove insegne nel comparto food. Tra gli arrivi annunciati figura proprio Bù.

Le tante polemiche

L’avventura del Bù nei Giardini PwC della Carrara è durata dunque meno di due anni. E non hanno certo aiutato le tante polemiche che hanno accompagnato il suo lavoro. In particolare, le opposizioni a Palazzo Frizzoni hanno spesso accusato il Comune e la Fondazione Carrara di aver favorito la gestione con un contratto particolarmente vantaggioso, criticando anche l’offerta in sé, affermando che non si tratterebbe di un’attività a supporto della pinacoteca, ma di un locale-ristorante a sé stante.

Critiche a cui l’Amministrazione e la Fondazione hanno sempre ribattuto punto su punto, sottolineando come il completamento dell’offerta del museo non andava in contrasto con la possibilità del locale di servire anche un’utenza esterna al museo. Cosa che, infatti, potrà continuare a fare anche il futuro gestore.