Gli Autogol, lasciare il segno in rete e poi prendere il volo. Con la rotta, attualmente, impostata (anche) sui teatri. Questa sera alle 21 il trio pavese diventato un autentico fenomeno nato dal web arriva al CineTeatro Gavazzeni di Seriate (ultimissimi biglietti disponibili sul circuito TicketOne).
Il titolo? “Calcio Spettacolo”. Il motivo? Lo spiega Alessandro Iraci, uno del tridente formato anche da Michele Negroni e Alessandro Trolli, detto Rollo: «Un termine abusato anche perché il calcio, in un modo o nell’altro, è sempre spettacolo. E si è sempre e comunque su un palcoscenico. Qualcuno ama il concetto, qualcuno lo ricerca, altri ancora lo sacrificano in nome del risultato e altri ancora fanno l’esatto opposto. E per noi, in senso prettamente artistico, rappresenta anche un ritorno alle origini».
Gli Autogol, che hanno da poco celebrato i 18 anni del loro canale YouTube (seguito di oltre 2 milioni) impersonificano l’amicizia vera e sincera nata sui banchi di scuola che ha preso una direzione ben precisa da subito. La voglia di creare, improvvisare, divertire, divertirsi. Ma soprattutto imitare e prendere come ispirazione certe figure: «Abbiamo cominciato dai piccoli spazi nei paesini intorno alla nostra Pavia – continua Iraci – e adesso abbiamo voluto riannodare un filo con una fetta comunque importante del nostro percorso».
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Una radio locale è un altro snodo verso quella che poi è diventata un’ascesa da applausi, cartina tornasole di ragazzi che hanno sempre creduto nella realizzazione di un sogno che li ha anche portati sul palco del Festival di Sanremo. Ma non solo. Televisione, emittenti radiofoniche nazionali (Radio 105, Rtl 102 e Radio Due) e tantissimi eventi senza neppure tralasciare la musica. Con un bacio a Bergamo e al Papu Gomez: «Una svolta il singolo “Baila como El Papu” (pubblicato nel maggio del 2017, prodotto da Dj Matrix) che è stato girato in città insieme al Papu Gomez. Un grande amico che ci ha fatto amare ancor più il contesto. Un motivo in più perché volevamo assolutamente una tappa del tour in Bergamasca».
Poi qualche chicca sullo show: «Lo spettacolo è una sorta di viaggio nel nostro mondo – rileva – nel quale rispolveriamo vecchie parodie e si aprono finestre sull’attualità, dai personaggi che puntualmente si vivono nel classico calcetto settimanale, al fantacalcio fino alla scelta di coinvolgere direttamente il pubblico. Che passa da una visione passiva ad una attiva in certi momenti. Ed è un qualcosa di cui avevamo bisogno, ma che aumenta la responsabilità. Prima c’era uno schermo e si dovevano aspettare le reazioni per capire il gradimento, adesso c’è un discorso “live”. Cambia lo spartito, è uno stimolo e per certi versi anche un rischio».
Un rischio tuttavia “calcolato” se alla base, come nel caso de Gli Autogol, c’è un legame profondo, il vero segreto del successo: «Siamo tre soci amici, che stanno bene tra loro. Ed è una grande fortuna poter lavorare con lo spirito giusto. In tanti anni mai successo che un’attività o un pensiero potesse pensare di diventare un peso. Ed è anche un privilegio. Così come lo è quello di non avere l’assillo. I social ci hanno sempre garantito indipendenza e libertà di poter fare, nei nostri modi e con i nostri tempi».
La semplicità che si sposa con estro, fantasia e valori sani. Ecco perché certe alchimie, in scena come nella vita, non sbagliano mai quando c’è da colpire il bersaglio.