Isak Hien era già rientrato a Zingonia nel fine settimana, Gianluca Scamacca lo ha fatto ieri (1 aprile) dopo la clamorosa eliminazione dell’Italia (che salterà i Mondiali per la terza volta consecutiva).
Sempre ieri sono stati effettuati esami clinici su entrambi per verificare la situazione e purtroppo non ci sono buone notizie. I due hanno problemi e sebbene non si tratta di cose molto gravi sarà necessario avere pazienza. Ora è il tempo delle terapie e del recupero, per il rientro in campo si procederà con valutazioni giorno per giorno.
Su Hien, l’Atalanta ha fatto sapere che «i controlli clinico-strumentali condotti hanno confermato i postumi distrattivi a livello della giunzione muscolo-tendinea del bicipite femorale sinistro. L’atleta sta proseguendo il percorso individuale impostato e le condizioni cliniche verranno valutate giorno per giorno».
Non una cosa banale, insomma. Rispetto alle prime impressioni, anche la semifinale di Coppa Italia di ritorno, Atalanta-Lazio, del prossimo 22 aprile è a rischio. La speranza è ovviamente quella di recuperarlo per tempo.
Più nebulosa e per certi versi strana la vicenda Scamacca. Con gli esami è stato appurato che c’è «una evoluzione riparativa con guarigione ancora incompleta della già nota lesione di primo grado in regione adduttoria destra». Quindi rimetterlo in gruppo a Coverciano è stata una forzatura: il centravanti atalantino non pare aver ancora superato l’infortunio in cui era incappato. Probabilmente tornerà a disposizione prima di Hien, ma ancora non ci sono certezze.