ha toccato i 23 centesimi al litro

Settore lattiero-caseario in crisi, approvata la mozione per interventi urgenti in Regione

Mazzali e Rota (FI): «Chiediamo maggiori tutele e sgravi per oltre 12.600 allevatori». Primo a firmare una mozione è stato Malanchini (Lega)

Settore lattiero-caseario in crisi, approvata la mozione per interventi urgenti in Regione

È stata approvata oggi (martedì 14 aprile) in Regione la mozione per interventi urgenti a tutela del settore lattiero-caseario lombardo presentata dai consiglieri Barbara Mazzali e dal bergamasco Ivan Rota (Forza Italia). Un settore «in crisi per i prezzi delle quote latte, troppo bassi – hanno dichiarato -. Noi stiamo dalla parte degli oltre 12.600 allevatori lombardi con oltre 500 mila vacche».

I consiglieri hanno illustrato in Consiglio regionale il documento per difendere la filiera lombarda del latte che vale circa il 40 per cento di tutto il mercato nazionale.

«In questi mesi abbiamo assistito a un forte calo del prezzo pagato agli allevatori, che per il latte spot ha toccato i 23 centesimi di euro al litro – hanno proseguito -. Questi prezzi sono troppo bassi per chi deve affrontare costi sempre maggiori per mantenere gli animali e affrontare il rincaro dell’energia, mentre il latte venduto in bottiglia e i formaggi hanno costi molto più elevati per i consumatori finali».

Per i prossimi tre mesi, un prezzo medio di 47 centesimi al litro

Lo scorso 27 marzo, al Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e foreste, il Governo, le organizzazioni rappresentative del settore zootecnico e le associazioni rappresentative dell’industria casearia hanno siglato il rinnovo dell’intesa sottoscritta a dicembre: per l’Italia settentrionale, il nuovo punto di accordo, per i prossimi tre mesi, prevede un prezzo medio di 47 centesimi/litro – più qualità e Iva -, nonché garanzie di ritiro delle disdette e pagamento dell’eccedenza del latte conferito nel mese rispetto al mese corrispondente dell’anno precedente al prezzo del latte spot.

«Questo è sicuramente un buon punto di partenza, ma dobbiamo e possiamo fare di più – hanno proseguito Mazzali e Rota – per questo, con la nostra mozione firmata da tutti i colleghi di Forza Italia, chiediamo alla Regione di: monitorare che l’accordo sottoscritto al Ministero venga correttamente attuato, che si faccia promotrice attraverso il Governo di ulteriori tutele di questo settore e dove possibile attuare degli sgravi fiscali per i produttori di latte».

In più, i due consiglieri hanno chiesto «l’istituzione al Ministero dell’Agricoltura di un sistema nazionale obbligatorio di trasparenza economica della filiera lattiero-casearia, fondato sulla rilevazione e pubblicazione periodica dei prezzi, dei costi e dei margini lungo le diverse fasi della catena del valore, dal produttore alla distribuzione finale. Serve chiarezza e al contempo bisogna che il Governo porti l’argomento anche a livello europeo garantendo la tracciabilità e l’origine dei prodotti del settore lattiero caseario, mettendo in campo misure economiche temporanee e agevolazioni, qualora la crisi continui a investire gli allevatori».

Malanchini: «Serve anche un impegno europeo»

Soddisfatto anche il consigliere regionale Giovanni Malanchini (Lega), primo firmatario della mozione. «La Lega si è mossa fin da subito, depositando la mozione il 1° marzo, all’indomani dell’audizione in Commissione Agricoltura delle associazioni di categoria – sottolinea Malanchini –. Abbiamo raccolto le preoccupazioni del settore e le abbiamo portate in Consiglio con l’obiettivo di dare risposte concrete. Negli ultimi mesi il prezzo del latte ha registrato un calo significativo: dai circa 60 centesimi al litro dello scorso anno si è passati ai 47 centesimi per il periodo aprile-giugno, mentre il latte spot è sceso fino a circa 20 centesimi al litro».

«Si tratta di dati che rendono evidente la difficoltà che stanno vivendo molte aziende – prosegue Malanchini –. In una fase come questa è fondamentale stare dalla parte degli agricoltori e mettere in campo strumenti che consentano di ridurre i costi e sostenere la produzione. Serve pertanto un impegno anche a livello europeo per riportare equilibrio nel mercato e per affrontare fenomeni che penalizzano le nostre produzioni, come l’importazione di prodotti trasformati che incidono sulla competitività delle aziende lombarde».