È andato in caserma di sua sponte, a parlare con i carabinieri, a Pasqua, Pasquetta e anche il giorno dopo. Martedì 14 aprile, invece, è stato convocato dagli investigatori che indagano sulla decapitazione del cadavere di Pamela Genini che lo hanno sentito per nove ore. Francesco Dolci, amico intimo della ventinovenne modella di Strozza, assassinata e poi orribilmente deturpata, però ne è convinto: è lui stesso, a suo dire, il testimone chiave di tutta questa vicenda finita alla ribalta delle cronache nazionali.
Lo ha detto agli investigatori. Lo ha ripetuto alle televisioni. Intanto i magistrati hanno chiesto il giudizio immediato per l’ex compagno di Pamela, Gianluca Soncin. L’uomo è accusato dell’omicidio della ragazza, avvenuto il 14 ottobre scorso nel quartiere Gorla di Milano, nell’appartamento in cui Pamela alloggiava.
Secondo gli inquirenti, Soncin, che perseguitava la ventinovenne da mesi perché lei aveva intenzione di lasciarlo, è entrato nell’abitazione con una copia delle chiavi e l’ha barbaramente uccisa. Con 76 coltellate, dato sconcertante emerso dall’autopsia.
L’uomo, dopo aver inscenato un tentativo di suicidio, era stato fermato e arrestato con le accuse di omicidio, aggravato da premeditazione, crudeltà, futili motivi e vincolo della relazione affettiva, e stalking.
Ma secondo Dolci, imprenditore di Sant’Omobono e precedente fidanzato della vittima, i motivi all’origine dell’omicidio non sarebbero esclusivamente sentimentali. Dietro ci sarebbe ben altro. Pamela sarebbe stata, a suo dire, una copertura per (…)