La situazione pareva essersi avviata verso una soluzione, invece… Oggi (martedì 28 aprile) i sindacati Nidil e Fp Cgil di Bergamo hanno dichiarato formalmente lo stato di agitazione per tutto il personale di Fondazione Ikaros e Fondazione JobsAcademy. Le sigle rendono noto che la decisione coinvolge circa 130 persone tra dipendenti diretti (circa 60), lavoratori somministrati (50) e collaboratori coordinati e continuativi (circa 20), a cui si aggiunge la platea dei professionisti a partita Iva. Il motivo della protesta? Una situazione di incertezza ormai insostenibile.
Lo scontro tra Fondazioni e Regione
Soltanto un paio di settimane fa, queste stesse Fondazioni avevano aperto un fronte di scontro molto duro con Regione, dichiarando di vantare 7 milioni di euro di crediti nei confronti del Pirellone e che, senza quei finanziamenti (a loro parere «già decretati e liquidabili»), sarebbe stato impossibile proseguire le loro attività di formazione ed educative. Regione, dal canto suo, ha risposto precisando di aver sempre mantenuto gli impegni presi, ma anche di aver riscontrato delle irregolarità contabili e documentali negli enti accreditati in questione.
Alla fine, la minaccia delle Fondazioni di sospendere il loro servizio e di organizzare una manifestazione pubblica sotto Palazzo Lombardia è rientrata nel momento in cui Regione ha accettato la richieste delle stesse di aprire un tavolo di confronto. Allo stesso tempo, il Pirellone ha – nelle note stampa diffuse in risposta ai comunicati delle Fondazioni – sempre ricordato l’inchiesta avviata poco meno di due anni fa nei confronti della Fondazione San Michele Arcangelo, “casa madre” degli enti accreditati, e incentrata su «figure chiave» degli enti, a partire dal fondatore Daniele Nembrini, sotto inchiesta (insieme ad altre undici persone) per truffa, peculato, turbativa d’asta, fatture false e infedeltà patrimoniale. A fronte di questa situazione, rimarca Regione, le Fondazioni avrebbero «esposizioni debitorie rilevanti».
La denuncia dei sindacati
Come dicevamo, dopo quei “giorni di fuoco” a metà aprile, lo scontro pareva essere rientrato e la situazione in via di definizione. A quanto pare, però, le cose non stanno proprio così. Soprattutto per chi lavora per le Fondazioni in questione. Già in un nostro articolo (pubblicato sul settimanale in edicola il 17 aprile, così come in precedenza) avevamo evidenziato i problemi nei pagamenti del personale, ma adesso sono i sindacati ad accendere i riflettori sul tema.
Al centro della protesta, sottolineano le sigle, c’è una grave morosità retributiva: «Per i lavoratori assunti direttamente dalle Fondazioni e per i Co.Co.Co. si registra il mancato pagamento di due mensilità, mentre per i lavoratori somministrati risulta arretrata una mensilità. In questo scenario, il sindacato richiama con forza le Fondazioni alla loro responsabilità solidale nel garantire i crediti retributivi di chi presta la propria opera presso le loro sedi».
«A rischio il percorso di studi»
Non solo. Oltre al danno economico, le organizzazioni sindacali evidenziano un preoccupante peggioramento delle condizioni di lavoro che incide direttamente sulla qualità dell’offerta formativa per i 1.500 studenti dichiarati dalla proprietà. Vengono segnalati carichi eccessivi di supplenze per sopperire alle carenze di organico, la cronica mancanza di materiali per i laboratori e l’assenza di docenti nelle materie tecniche. Si tratta di «criticità che mettono a rischio il percorso di studi, nonostante l’alto senso di responsabilità dimostrato finora dal personale».
Nidil e Fp Cgil di Bergamo spiegano di aver portato la questione all’attenzione anche dell’assessora all’Istruzione di Regione Lombardia, Simona Tironi – della quale Ikaros e JobsAcademy avevano addirittura chiesto le dimissioni -, e della IV Commissione consiliare. «I nuovi decreti regionali prevedono infatti la sospensione dell’accreditamento per le realtà che violano gli obblighi retributivi e contributivi», spiegano ancora i sindacati.
La possibilità di uno sciopero
Francesco Chiesa di Nidil e Giorgio Locatelli di Fp Cgil commentano così la situazione: «Dati i ripetuti mancati pagamenti, i docenti potrebbero dimettersi per giusta causa. È chiaro che questo causerebbe un grosso impatto sull’attività scolastica, con il rischio di non garantire agli studenti la conclusione dell’anno. Il senso di responsabilità dei lavoratori ha mantenuto la scuola aperta fino a ora, ma è chiaro che è uno sforzo non sostenibile sul lungo periodo».
Le organizzazioni sindacali hanno richiesto la convocazione di un incontro urgente entro cinque giorni. In assenza di riscontri certi sulla tempistica dei pagamenti e sulle prospettive di ripristino di condizioni di lavoro dignitose, «verranno intraprese tutte le iniziative di lotta necessarie, senza escludere lo sciopero di tutto il personale. Invitiamo le Fondazioni a un’assunzione di responsabilità immediata per salvaguardare il futuro dei lavoratori e il diritto allo studio degli studenti: la continuità educativa non può poggiare esclusivamente sul sacrificio di chi non riceve lo stipendio».