Alle cinque e venti del mattino, quando il centro di Bergamo era ancora quasi deserto, un nuovo furto ha riacceso una sensazione che in città si sta facendo sempre più presente: quella di una sicurezza percepita come fragile, intermittente, insufficiente rispetto a una realtà urbana che negli ultimi anni è cambiata profondamente.
È da qui che parte la lettera inviata dalla sindaca Elena Carnevali al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Non un allarme improvviso, né una presa di posizione dettata soltanto dall’episodio delle ultime ore, ma il tentativo di riportare al centro una richiesta che, spiegano dal Comune, si trascina da tempo: aumentare gli organici delle forze dell’ordine, in particolare quelli della Polizia di Stato.
«Crescente preoccupazione»
Nel testo inviato al Viminale, Carnevali parla di «crescente preoccupazione» tra cittadini, residenti e operatori economici, pur riconoscendo il lavoro svolto quotidianamente da Prefettura, Questura, carabinieri, polizia locale e dalle altre forze impegnate nel controllo del territorio. Proprio per questo la sindaca chiede un incontro diretto con il ministro, con l’obiettivo di affrontare il tema del potenziamento degli organici destinati a Bergamo.
«Cambiare i parametri»
Secondo la Carnevali, il nodo principale riguarda i criteri con cui vengono distribuite le risorse umane nelle città italiane. Un tema che, ricorda, viene discusso da tempo anche all’interno di Anci, l’associazione dei Comuni italiani, di cui la sindaca fa parte nel direttivo. I parametri legati soltanto alla popolazione residente, sostiene, non bastano più a raccontare la complessità di una città come Bergamo.
Negli ultimi anni il capoluogo bergamasco è diventato infatti un centro sempre più attrattivo sotto molti punti di vista: economico, universitario, culturale, turistico e sportivo. A incidere è anche la presenza dell’aeroporto di Orio al Serio, uno dei più trafficati d’Italia, che rende il territorio un punto di passaggio continuo per milioni di persone ogni anno.
«Il Comune ha investito»
Nella lettera la sindaca sottolinea anche gli investimenti fatti dal Comune sul fronte della sicurezza urbana. Dall’ampliamento del sistema di videosorveglianza fino al rafforzamento e alla riorganizzazione della polizia locale. Misure che, però, secondo l’amministrazione non possono sostituire una presenza più strutturata dello Stato sul territorio. Carnevali richiama infine anche la gestione delle fragilità sociali e delle situazioni di marginalità, affrontate dal Comune insieme al terzo settore attraverso servizi di accoglienza e presa in carico. Per la sindaca, sicurezza e coesione sociale restano infatti due aspetti strettamente collegati.
«La sicurezza urbana – scrive – si costruisce attraverso una presenza costante dello Stato, il coordinamento tra le istituzioni e la capacità di accompagnare la crescita della città».