Bella prestazione

Cinque cose su Milan-Atalanta 2-3 (e dintorni): prima in controllo, poi in apnea, alla fine vincenti

Nonostante i brividi nel finale - che però potevano costare la vittoria -, i nerazzurri superano con pieno merito i rossoneri a San Siro

Cinque cose su Milan-Atalanta 2-3 (e dintorni): prima in controllo, poi in apnea, alla fine vincenti

Dicono che andarci vicino conta solo a bocce. Nonostante qualche brivido (inatteso e immeritato) nel finale, l’Atalanta vince con pieno merito a Milano e supera 3-2 il Milan chiudendo (quasi definitivamente) i conti per il settimo posto. Le ultime due gare contro Bologna e Fiorentina, se i rossoblù non vincono domani sera (11 maggio) a Napoli, saranno ininfluenti per la posizione in campionato. Ora c’è solo da attendere l’esito della finale di Coppa Italia per sapere se sarà o meno Conference League.

Novembre o maggio? L’avvicinamento a San Siro è uggioso e freddo

È il 10 maggio, ma sembra il ponte di inizio novembre. Le macchine in coda alla barriera di Milano Est sono quelle dei vacanzieri della domenica e la certezza è che non può essere colpa degli atalantini al seguito, che sono appena 219 – a causa dell’ennesimo obbligo di Dea Card -, di cui ben 74 sul bus doppio di Chei de la Coriera. Il clima è uggioso anche dentro lo stadio, con la Curva Sud rossonera in aperta contestazione («Giorgio Furlani OUT» si legge su uno striscione all’ingresso in campo delle squadre). Curiosa annotazione dagli ambulanti fuori dall’impianto: tra le sciarpe in vendita, la versione mista rossonerazzurra con il ricamo della partita – nemmeno fosse un appuntamento di coppa – è al collo di parecchi appassionati.

L’attesa in sala stampa guardando la Roma

La sala stampa dello stadio Meazza presenta un paio di tv da cui guardare la partita che precede quella tra rossoneri e nerazzurri e l’arrivo allo stadio coincide con l’inizio del secondo tempo di Parma-Roma. L’attenzione dei colleghi milanisti è tutta per i giallorossi e infatti i due gol dei ducali che ribaltano il vantaggio di Malen sono accolti con grandi sorrisi, visto che il Milan (che arriva da un pessimo periodo) ha sul collo il fiato proprio di Roma e Como. Inutile raccontare lo shock del finale di gara, con l’uno-due dei giallorossi che ha ribaltato tutto mettendo ancora più pressione sui rossoneri.

Conferma del 3-4-2-1, Zalewski a sinistra e Krstovic in attacco

Alla lettura delle formazioni trova conferma l’assenza di Djimsiti (tendinopatia alla coscia sinistra), Hien torna titolare dopo l’ultima volta in casa del Bayern Monaco (18 marzo) e la Dea va in campo con un 3-4-2-1 ad alto tasso di fantasia, che propone Raspadori e De Ketelaere alle spalle di Krstovic, oltre a Zalewski sulla corsia mancina e Zappacosta a destra. In mezzo al campo la conferma per de Roon ed Ederson era abbastanza attesa, in panchina ci sono Scamacca e Sulemana, oltre a Samardzic. Nel Milan, forfait di Pulisic in mattinata e nuova occasione per Leao dal primo minuto con Gimenez.

Primo tempo, la migliore Dea dal Dortmund in poi

Con la Roma che vince a Parma ti aspetti un Milan carico e voglioso di rispondere ai giallorossi e al Como, ma nella prima frazione di gioco è solo l’Atalanta a farsi vedere. Due gol (Ederson e Zappacosta), due parate di Maignan su Krstovic e Zalewski e un altro paio di situazioni che potevano portare ancora in gol la Dea. Il Milan, contestato con fischi e cori al termine dei primi 45 minuti, si fa vedere solo con Leao, ma Carnesecchi risponde bene e di grandi pericoli non ne arrivano. Il campo premia giustamente le scelte di Palladino: Raspadori al suo posto e De Ketelaere in versione “modalità tecnica on” fanno la differenza e la Dea è in (doppio) vantaggio.

Raspadori, Carnesecchi e i brividi finali: prima vittoria con un una big

Dopo un primo tempo in completo controllo della situazione, al 52’ l’Atalanta segna anche il 3-0 con un gran sinistro di Raspadori sul primo palo. Poi ci pensa Carnesecchi (con alcuni interventi da campione) a contenere i rossoneri, blindando la sua porta e tenendo il 3-0 fino agli ultimi minuti, quando la zuccata di Pavlovic (su punizione di Ricci) fissa il punto dell’1-3. La gara sarebbe finita, ma nei 6′ di recupero succede ancora tanto: rigore (giusto) assegnato al Milan per fallo di de Roon su Nkunku, che realizza il 2-3. A quel punto il Milna si riversa in avanti e sfiora l’incredbile pareggio con una zuccata di Gabbia al 96’ che sfiora il palo alla sinistra del portiere. Gli infortuni di Scalvini e Kossounou, il giallo a Hien (diffidato) e i problemi a Djimsiti sono pesanti per la prossima gara, ma la sostanza è chiara: se il Bologna non vince a Napoli, la Dea è aritmeticamente settima. In attesa dell’esito della Coppa Italia per gioire per la Conference League.

Milan-Atalanta 2-3

Reti: 7’ Ederson (A), 29’ Zappacosta (A), 52’ Raspadori (A), 88’ Pavlovic (M), 94’ rig. Nkunku (M)

Milan (3-5-2): Maignan; De Winter (58’ Athekame), Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Loftus-Cheek (46’ Nkunku), Ricci, Rabiot, Bartesaghi (80′ Estupinian); Leao (58’ Fofana), Gimenez (58’ Fulkrug). All. Allegri.

Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (48’ Kossounou, 63’ Ahanor), Hien, Kolasinac; Zappacosta (55’ Bellanova), de Roon, Ederson, Zalewski; Raspadori, De Ketelaere (63’ Pasalic); Krstovic. All. Palladino

Arbitro: Zufferli di Udine

Ammoniti: 35’ Leao (M), 71’ Hien (A), 89′ Estupinian (M), 89′ Rabiot (M), 90’ Saelemaekers (M), 95’ Krstovic (A), 96’ Bellanova (A)