A Bergamo il tema sicurezza torna al centro del dibattito pubblico e politico dopo le recenti spaccate ai danni di diversi negozi, l’ultima qualche giorno fa in via Spaventa. Se da una parte il flash mob promosso dal Comitato Bergamo Centro (e a cui si è subito accodato anche Patto per il Nord) ha creato qualche divergenza, dall’altra ieri (11 maggio) in Consiglio comunale si è parlato a lungo sulle possibili risposte da mettere in campo.
Un lungo dibattito per parlare della sicurezza
Il tema della sicurezza è approdato in Consiglio comunale, durante il quale l’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni ha spiegato che, per ricostruire i cinque episodi avvenuti in sei giorni, le forze dell’ordine stanno analizzando circa 680 ore di filmati.
Come riporta Corriere Bergamo, la maggioranza ha presentato un ordine del giorno che fa seguito alla lettera inviata dalla sindaca Elena Carnevali al ministero dell’Interno Matteo Piantedosi. L’amministrazione chiede di sostenere la richiesta di un potenziamento strutturale degli organici delle forze dell’ordine, lo sblocco delle risorse statali e un consolidamento del modello di sicurezza integrata attraverso un confronto con istituzioni e Prefettura.
Il secondo ordine del giorno era stato presentato qualche giorno fa dalle opposizioni, in cui si ipotizzava l’istituzione di una commissione consiliare permanente dedicata alla sicurezza urbana, coinvolgendo anche rappresentanti delle forze dell’ordine e della polizia locale. Durante il Consiglio sono emerse posizioni piuttosto diverse tra loro.
Da un lato c’è il centrodestra, che punta il dito contro l’amministrazione accusandola di aver sottovalutato il problema negli anni. Tra le richieste, quella di dotare la polizia locale di taser e bastone distanziatore, strumenti già chiesti – come ha spiegato Angeloni -, ma che il ministero dell’Interno ha bocciato.
La sindaca Elena Carnevali ha invece ribadito che la sicurezza e l’ordine pubblico restano competenze dello Stato, sottolineando gli investimenti sostenuti dal Comune (tra cui 800 mila euro destinati alla videosorveglianza). Nel confronto è entrato anche il tema della marginalità sociale e dell’immigrazione: alcuni consiglieri di opposizione hanno collegato il problema sicurezza alle politiche di inclusione, mentre dalla maggioranza e dall’assessorato alle Politiche sociali è arrivato un netto rifiuto di automatismi tra disagio sociale e criminalità.
Angeloni ha anche snocciolato qualche dato: la proiezione è di arrivare a 176 agenti (contro i 159 attuali), il 45 per cento delle assunzioni nel piano del 2026 sono per la polizia locale. Ci sono state inoltre 6.130 ore in più di servizio su strada della polizia locale, 4.600 ore di presenza da inizio anno del nucleo di polizia appiedata, 50 arresti nel 2024, 39 lo scorso anno e 18 nei primi mesi del 2026.
Flash mob in centro: tra chi aderisce e chi prende le distanze
E poi c’è il flash mob, in programma sabato 16 maggio alle 10.30 sotto il quadriportico del Sentierone, promosso dal Comitato Bergamo Centro. Una protesta breve, spiegano gli organizzatori, che durerà tra i 15 e i 30 minuti, nata raccogliendo le segnalazioni e il malcontento di alcuni commercianti dopo l’escalation di furti e danneggiamenti registrati nelle ultime settimane.
Silvano Sacchi, alla guida del comitato, a BergamoNews ha detto che le adesioni sarebbero numerose, con una partecipazione stimata tra le 60 e le 100 persone. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di abbassare simbolicamente a metà le saracinesche durante il flash mob, lasciando comunque libertà di scelta ai commercianti. L’iniziativa non ha però trovato il beneplacito di tutti: il Duc, pur riconoscendo la gravità degli episodi, ha scelto di non partecipare.
Anche Confcommercio Bergamo e Confesercenti hanno preso le distanze dalla manifestazione. Entrambe le associazioni riconoscono la forte preoccupazione tra gli esercenti, ma ritengono che la risposta debba passare soprattutto dalla collaborazione istituzionale e dal dialogo con le forze dell’ordine. Il flash mob ha invece ricevuto il sostegno dei partiti del centrodestra, che parlano di un segnale da non sottovalutare e di una richiesta di maggiore attenzione sul tema sicurezza.