Dopo la serata di paura dello scorso 3 maggio, che ha visto circa cinquanta residenti di via Mascagni e via Santuario a Stezzano costretti ad abbandonare le proprie case per l’aria irrespirabile, la risposta del Comune non si è fatta attendere.
A seguito dei rilievi d’urgenza effettuati dall’Arpa e dai Vigili del fuoco, il sindaco Simone Tangorra ha rotto il silenzio con un video-messaggio ufficiale in cui si dice pronto a ricorrere alle vie legali contro lo stabilimento della Repack Srl, punto di origine dei miasmi.
L’episodio recente è solo l’ultimo atto di una vicenda che tormenta il quartiere dal 2012. Quella che per anni è stata una convivenza difficile tra area residenziale e industriale è degenerata nelle ultime due settimane in una vera emergenza, con i residenti che hanno lamentato nausea, tachicardia e forti irritazioni alla gola. Mentre i carabinieri del Noe hanno avviato i sopralluoghi e i cittadini hanno risposto con una raccolta firme destinata ad Ats Bergamo, l’amministrazione ha deciso di blindare la zona.
«Sulla scorta della relazione tecnica di Arpa, ho firmato e notificato all’azienda un’ordinanza contingibile e urgente – spiega Tangorra -. Con questo provvedimento, ho ordinato alla ditta di procedere immediatamente con gli interventi indicati dalle autorità competenti e di adottare modalità di lavorazione alternative che non prevedano l’uso dell’impianto di depurazione attualmente malfunzionante. Purtroppo, la persistenza degli odori per i prossimi giorni è legata alla necessità di smaltire il materiale residuo ancora presente all’interno delle vasche. Nonostante il forte disagio, che comprendo perfettamente, non esiste alternativa tecnica allo svuotamento completo dell’impianto».
L’operazione manterrà l’odore nell’aria ancora per qualche giorno: «Ho disposto che il materiale venga rimosso immediatamente tramite autocisterne e trasportato altrove; ciò comporterà costi superiori per l’azienda, ma è doveroso che chi ha causato il problema se ne faccia carico per risolverlo nel più breve tempo possibile», ha ribadito Tangorra (…)