Bruciori agli occhi, nausea, mal di testa e tachicardia: sono questi i sintomi che hanno trasformato la serata del 3 maggio in un incubo per i residenti di via Mascagni a Stezzano.
Tutta colpa di un odore acre che tra le 21 e la mezzanotte ha saturato l’aria della zona, provocando malori improvvisi che hanno costretto circa cinquanta persone ad abbandonare le proprie abitazioni per riversarsi in strada alla ricerca di aria respirabile.
Nel mirino della protesta lo stabilimento della Repack Srl (ex Idra). L’azienda ha replicato sostenendo che l’impianto di depurazione è in funzione da anni e che i controlli non hanno mai evidenziato criticità costanti, aggiungendo di non essere necessariamente l’unica fonte di emissioni della zona.
Tuttavia, la proprietà ha annunciato nuovi investimenti per migliorare ulteriormente i processi ambientali. Mentre i carabinieri del Nucleo operativo ambientale hanno già effettuato sopralluoghi, i residenti hanno avviato una raccolta firme da inviare all’Ats Bergamo.
L’amministrazione, presente sul posto durante la protesta di domenica, ha preso una posizione netta di fronte all’aggravarsi della situazione: «Gli odori nauseanti che provengono da quella zona si ripetono ormai da una quindicina di giorni in modo quasi continuo – spiega l’assessore all’Ambiente, Simone Gotti -. Fin da subito il Comune si è attivato con l’azienda, che ha inizialmente dato una risposta collaborativa. La criticità non è stata però risolta. Ancora fuoriescono puzze fastidiosissime in orari diversi. La pazienza dei cittadini è giustamente finita e servono risposte (…)