Con Gasperini, poi si è provato anche con Juric e Palladino, pur con atteggiamenti un po’ diversi: da dieci l’Atalanta gioca uomo contro uomo. A tutto campo. Difesa a tre, con uno dei braccatti che, quando si affrontavano squadre con due attaccanti, si “prendeva” uno dei centrocampisti avverari.
Adesso che arriva Sarri, però, tutto questo cambierà: non più l’uomo come riferimento, ma la zona di campo da coprire e i movimenti avversari da capire, anticipare e controllare.
Probabilmente è questo il cambiamento più radicale che attende i nerazzurri sul piano tattico, sia per il gioco della squadra, sia per l’atteggiamento e le caratteristiche dei giocatori. Nel pacchetto arretrato dei bergamaschi ci sono attualmente Hien e Djimsiti che nelle rispettive nazionali giocano a quattro, anche Scalvini si può facilmente adattare, mentre Ahanor va valutato (ma è un 2008, imparerà). Ecco perchè pensare a un innesto dietro potrebbe essere molto sensato, con il nome di Gila della Lazio (classe 2000) che intriga, sebben costi tanto.
Il lavoro estivo sarà determinante, perché al gruppo saranno proposti nuovi concetti che verranno provati e riprovati per assimilarli nel più breve tempo possibile. Non sarà un processo immediato e nemmeno semplice, ma da qualche parte il nuovo corso tattico deve pur iniziare e la capacità di Sarri di insegnare calcio ai suoi giocatori sarà fondamentale.