Covid-19

Processo Covid sul piano pandemico, il Gup: «Reato in prescrizione». I familiari: «Non cancella le omissioni»

Depositate le motivazioni della sentenza pronunciata lo scorso 12 maggio a Roma. #Serenisempreuniti: «La ricerca della verità continua»

Processo Covid sul piano pandemico, il Gup: «Reato in prescrizione». I familiari: «Non cancella le omissioni»

Non si procederà nei confronti di Giuseppe Ruocco, Raniero Guerra e Maria Grazia Pompa: è la sentenza pronunciata il 12 maggio scorso dalla Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Roma, dott.ssa Alessandra Boffi, nel procedimento relativo all’omesso aggiornamento del Piano pandemico nazionale e sull’imputazione coatta nei confronti degli ex dirigenti del Ministero della salute.

«Migliaia di famiglie meritano che venga fatta piena luce»

Le motivazioni sono state depositate il 26 maggio: la sentenza del Gup ha dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di Ruocco, Raniero Guerra e Maria Grazia Pompa per intervenuta prescrizione del reato contestato e nei confronti di Francesco Maraglino per estinzione del reato conseguente al decesso.

L’associazione dei familiari delle vittime del Covid-19 #Sereniesempreuniti e il team legale che assiste numerose famiglie coinvolte e anche altre parti civili nella vicenda hanno evidenziato, tramite nota stampa, alcuni passaggi delle motivazioni che, a loro avviso, rivestono particolare rilevanza sotto il profilo storico, giuridico e istituzionale.

Secondo quanto emerge nella sentenza, si legge nella nota, il Giudice non ha accolto le richieste delle difese volte a ottenere una pronuncia di non luogo a procedere per insussistenza del fatto. elle motivazioni viene infatti richiamata la riconducibilità delle condotte contestate all’ipotesi di reato prevista dall’articolo 328, comma 1, del Codice Penale, relativa all’omissione di atti d’ufficio.

Nelle pagine della decisione vengono inoltre analizzati i ritardi e le omissioni nell’adeguamento del Piano pandemico alle disposizioni europee e alle misure di preparazione e risposta alle emergenze sanitarie, aspetti che il Giudice ha ritenuto collegati alle funzioni istituzionali ricoperte dagli imputati nel periodo oggetto di contestazione.

«Per noi familiari questa sentenza rappresenta un passaggio importante nel percorso di verità che stiamo portando avanti da anni – dichiara l’Associazione #Sereniesempreuniti -. La prescrizione impedisce l’accertamento definitivo delle responsabilità penali, ma non cancella quanto emerge dalle motivazioni depositate. Le migliaia di vittime della pandemia e le loro famiglie meritano che venga fatta piena luce su ogni omissione e su ogni scelta che possa aver inciso sulla capacità del Paese di affrontare l’emergenza sanitaria. Continueremo a chiedere trasparenza, memoria e giustizia nel rispetto delle istituzioni e delle decisioni della magistratura».

Epidemia colposa, il Gup non accoglie la richiesta delle parti civili

Nel corso dell’udienza preliminare le parti civili avevano inoltre chiesto che venisse valutata la contestazione del più grave reato di epidemia colposa. Tale richiesta non è stata accolta dal Gup, che ha ritenuto non sussistessero, nell’ambito dello specifico procedimento e degli atti a disposizione, i presupposti processuali per procedere in tal senso. Secondo l’Associazione e i legali, tale decisione non equivale tuttavia a un’esclusione nel merito della configurabilità del reato di epidemia colposa, ma riguarda esclusivamente la qualificazione giuridica adottata nel procedimento in esame.

«Le motivazioni depositate delineano un quadro che riteniamo di straordinario interesse giuridico – afferma il team legale -. Il procedimento si conclude per effetto della prescrizione individuata dal Giudice in relazione al momento di consumazione del reato. Stiamo approfondendo ogni possibile iniziativa processuale e valutando le ulteriori strade consentite dall’ordinamento per ottenere un pieno accertamento dei fatti. In particolare, analizzeremo la possibilità di sviluppare ulteriori approfondimenti tecnico-scientifici e causali che consentano di verificare il rapporto tra le omissioni accertate e gli effetti prodotti dalla pandemia».

Alla luce delle motivazioni depositate, il team legale di tutte le parti civili, sta valutando le iniziative future e comunicherà nelle prossime settimane gli esiti delle analisi giuridiche in corso. «La nostra battaglia non si ferma con una dichiarazione di prescrizione – conclude #Sereniesempreuniti -. Continueremo a lavorare affinché la memoria delle vittime sia preservata e affinché ogni aspetto di questa vicenda venga approfondito fino in fondo. Lo dobbiamo ai nostri cari e alle future generazioni».