Richiesta la modifica delle accuse

Processo Covid sul piano pandemico, i familiari delle vittime a Roma per chiedere verità e giustizia

Martedì 12 maggio, al Tribunale penale, l'udienza conclusiva dell’udienza preliminare nell’ambito del procedimento sul mancato aggiornamento

Processo Covid sul piano pandemico, i familiari delle vittime a Roma per chiedere verità e giustizia

Martedì 12 maggio, al Tribunale penale di Roma di Piazzale Clodio, avrà luogo l’udienza conclusiva dell’udienza preliminare nell’ambito del procedimento sul mancato aggiornamento del piano pandemico e sull’imputazione coatta nei confronti degli ex dirigenti del Ministero della Salute Ranieri Guerra, Giuseppe Ruocco e Maria Grazia Pompa.

Guerra, già direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità, nel 2021 era stato inoltre indagato dalla Procura di Bergamo per presunte false dichiarazioni rese quando era stato ascoltato come persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta sul mancato aggiornamento del piano pandemico italiano, considerata tra i filoni investigativi che hanno avuto maggiore eco pubblica. Tra i protagonisti della vicenda figurava anche l’ex funzionario dell’Organizzazione mondiale della sanità Francesco Zambon.

Il ruolo dei familiari delle vittime

All’udienza saranno presenti decine di familiari delle vittime del Covid-19, molti dei quali appartenenti all’associazione #Sereniesempreuniti, ammessa parte civile insieme a oltre 300 familiari provenienti da tutta Italia. La loro presenza rappresenta uno dei punti centrali del procedimento, con l’obiettivo di ottenere chiarezza sulle responsabilità legate alla gestione della pandemia.

Nel corso dell’udienza preliminare del 24 marzo scorso, il Gup dottoressa Boffi ha ammesso tutte le costituzioni di parte civile, riconoscendo la legittimazione dei familiari e delle organizzazioni coinvolte. Oltre a #Sereniesempreuniti, sono stati ammessi anche il sindacato FISI, il sindacato OSA Polizia e il maresciallo Billeci.

La richiesta di modifica delle accuse

Al centro dell’udienza del 12 maggio ci sarà la richiesta di modifica del capo d’imputazione avanzata dalle parti civili con un’istanza depositata venerdì 8 maggio. La richiesta punta a contestare, oltre al reato di omissione o rifiuto di atti d’ufficio, anche quello di epidemia colposa omissiva.

Secondo le parti civili, il mancato aggiornamento del piano pandemico avrebbe compromesso la capacità di affrontare l’emergenza sanitaria, contribuendo alle gravi conseguenze registrate durante la pandemia.

Attesa per la decisione del tribunale

Sulla richiesta dovranno esprimersi la pubblico ministero Giulia Guccione e la Gup nel corso dell’udienza di martedì. Successivamente si discuterà del possibile rinvio a giudizio dei tre imputati.

I legali delle parti civili – tra cui gli avvocati Antonio Consentino, Fabrizio Rizzo, Carlo Cordani, Elisabetta Gentile e il team composto da Consuelo Locati, Alessandro Pedone, Luca Berni, Giovanni Benedetto e Piero Pasini – hanno espresso soddisfazione per il percorso giudiziario intrapreso dai familiari delle vittime, ribadendo la necessità di accertare ogni responsabilità nella gestione della pandemia.