Alla costituente di Futuro Nazionale lo scorso weekend a Roma c’erano 1.500 delegati. Millequattrocento si sentivano già l’investitura e i gradi sulle spalle. Solo che il generale Roberto Vannacci, scientemente, si è guardato bene dal dar loro l’una e gli altri.
Sì, perché il partito, in realtà, ancora non c’è. Tolti l’Esecutivo e l’Assemblea nazionale, gli organigrammi sono del tutto inesistenti. Insomma, Futuro Nazionale è legalmente costituito ma non strutturato. E prima di riempire le caselle con i nomi serve valutarne bene doti e attitudini. Ci vorranno mesi, forse anche un anno, prima di vedere figure ufficiali sui territori. Probabilmente nominate. Perché organizzare congressi è impresa assai ardua per un partito in fase embrionale.
Per questo, per ora il generale ha concesso totale libertà di azione ai suoi seguaci. Totale indipendenza ai comitati. Senza dare direttiva alcuna. Senza fare selezione alcuna. Sarà la giungla della passione politica a far la selezione per lui. Dal “tutti contro tutti” emergeranno quelli che andranno a comporre le gerarchie del partito. Prima delle prossime elezioni Politiche e Regionali, auspicano i futuristi.
Per ora c’è solo uno spazio elettorale. Creato, suo malgrado e per reazione, da decenni di politiche impalpabili che non hanno avuto ricadute positive sul Paese, anzi. Dalle assurdità woke del centrosinistra all’immigrazione clandestina fuori controllo. Dalla politica politicante del campo largo, alla delusione per un centrodestra che in campagna elettorale ha promesso molto ma al governo ha concluso poco. Dal cambiamento mai arrivato nel Paese, nonostante 250 miliardi dall’Europa e una maggioranza parlamentare per fare praticamente tutto. Fino all’altrettanto vacuo “vorrei ma non posso” che titilla sempre più i nervi dei cittadini.

In quello spazio, Vannacci si è infilato. Tanto che oggi i sondaggisti la danno in netta ascesa. Sopra il cinque per cento, dicono le ultime rilevazioni. Ed è forte l’impressione che il generale possa prendere voti anche da quella maggioranza silenziosa e volatile, da sempre affascinata dall’uomo della Provvidenza. Anche in Bergamasca.
Sono tredici i comitati aperti sul nostro territorio. Tre solo in città. «Prima della costituente erano meno di una decina – spiega Luigi Stracuzzi fra i principali referenti di Futuro Nazionale nella nostra provincia -. Dopo lo scorso fine settimana ne sono arrivati altri».
Stracuzzi è un politico navigato. Moderato. Tempo fa ha fondato il Movimento d’opinione, formazione già sulla scena politica bergamasca che conta di diventare la spina dorsale del suo comitato in città (…)