Ricordo

La madre del maresciallo Salvi alla scuola intitolata a Falcone: «La memoria è un dovere verso i giovani»

A Cassina de’ Pecchi la testimonianza di Lorenzina Vitali, mamma del carabiniere originario di Sedrina ucciso durante un’operazione antimafia. Emozione e riflessione nel giorno dedicato al giudice simbolo della lotta alla mafia

La madre del maresciallo Salvi alla scuola intitolata a Falcone: «La memoria è un dovere verso i giovani»

La testimonianza di una madre che ha perso il figlio nella lotta alla mafia è stata tra i momenti più intensi della cerimonia che si è svolta lunedì 8 giugno a Cassina de’ Pecchi, nel Milanese, per l’intitolazione dell’istituto comprensivo a Giovanni Falcone. Protagonista dell’incontro è stata Lorenzina Vitali, madre del maresciallo del Ros Filippo Salvi, originario di Sedrina, morto durante un’operazione antimafia a Bagheria, in Sicilia. La sua presenza ha conferito un significato ancora più profondo all’iniziativa, intitolata “Giovanni chiama, i giovani rispondono”, promossa con il patrocinio del Comune e la collaborazione della Rete Antimafie della Martesana.

Davanti a studenti, insegnanti, famiglie e cittadini, Vitali ha ricordato il sacrificio del figlio e il valore della memoria come strumento educativo per le nuove generazioni. «Intitolare un istituto scolastico a un uomo immenso come Falcone è un gesto fondamentale. Aiuta i giovani a mantenere viva la memoria di quegli uomini straordinari che hanno servito lo Stato, sacrificando la propria vita per il bene di tutti», ha affermato con commozione.

La giornata si è aperta con gli interventi della dirigente scolastica Valentina Molignani e della sindaca Elisa Balconi ed è stata accompagnata dalla Fanfara del III Reggimento Carabinieri Lombardia di Milano, diretta dal brigadiere capo Giovanni Mandunzio, che ha scandito i momenti più significativi della manifestazione.

Accanto alla testimonianza di Lorenzina Vitali, particolarmente toccante è stata anche quella di Graziella Accetta, madre di Claudio Domino, il bambino di undici anni assassinato dalla mafia a Palermo. Le loro parole hanno offerto agli studenti una preziosa occasione di riflessione sui temi della legalità, della responsabilità personale e dell’impegno civile.

Tra gli ospiti era presente anche Francesco Mongiovì, già componente della scorta di Giovanni Falcone, che ha condiviso ricordi e considerazioni sull’eredità morale lasciata dal magistrato simbolo della lotta a Cosa Nostra.

La cerimonia si è conclusa con l’esibizione degli alunni della scuola primaria e secondaria, che hanno interpretato i brani “Essere Umani” e “In nome di Falcone”. Quindi il momento più atteso: lo scoprimento della targa che sancisce ufficialmente l’intitolazione dell’istituto comprensivo a Giovanni Falcone. Un gesto simbolico, ma dal forte valore educativo, che attraverso la memoria di chi ha combattuto la criminalità organizzata intende trasmettere alle nuove generazioni i principi della legalità, della giustizia e della partecipazione civile.