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L'anniversario

Quindici anni fa moriva Filippo Salvi, maresciallo bergamasco che combatteva la Mafia in Sicilia

Era originario di Botta di Sedrina: la frazione ora gli dedicherà una piazza. Era stato anche nel pool del Capitano Ultimo, noto per aver catturato Totò Riina

Quindici anni fa moriva Filippo Salvi, maresciallo bergamasco che combatteva la Mafia in Sicilia
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Sono passati 15 anni da quel 12 luglio 2007 in cui Filippo Salvi è morto per senso del dovere. Maresciallo ordinario della Sezione Anticrimine di Palermo, sempre il primo a lavorare e sacrificarsi, da buon bergamasco (di Botta di Sedrina), era a Bagheria per un servizio di natura investigativa. È precipitato in un burrone sul monte Catalfano, nella zona di Aspra. La routine di un giorno di ordinario pericolo si è trasformata in tragedia.

Aveva 36 anni quando se n’è andato, e per i carabinieri del Ros era “Ram”, soprannome affibbiato per la sua vasta preparazione nel settore dell’informatica. «Era il “polentone” più “terrone” che abbiamo conosciuto. È vero, lui era più siciliano di noi, amava la nostra terra forse più di noi. Rideva sempre, e chiacchierava tantissimo», ricordano i suoi “fratelli” della Sezione Anticrimine di Palermo. «Litigare con lui era impossibile: quando capiva che il tenore della conversazione diventava rissoso, ti faceva una grossa risata, ti abbracciava e spariva. Era sempre disponibile a risolverci i problemi e ad ascoltarci. La sua giornata era fatta di 38 ore. Nel lavoro era animato da una passione indescrivibile. Innamorato del sole e del mare, un’altra sua grande passione. Anche dentro la bara hai sfoderato un’espressione serena e il tuo bel sorriso, quasi a volerci riferire che sei sempre con noi».

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Omaggio del sindaco Sedrina Stefano Micheli in piazza Filippo Salvi, ad Aspra, il 10 luglio
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Omaggio del sindaco Sedrina Stefano Micheli in piazza Filippo Salvi, ad Aspra, il 10 luglio

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Anche i suoi amici bergamaschi lo ricordano come pieno di vita, solare, capace di divertirsi e di farsi voler bene da tutti. Aveva l’argento vivo addosso e amava l’avventura: con questo spirito si era arruolato, e aveva accettato di andare in prima linea a combattere la Mafia. Filippo Salvi era stato tra l’altro anche nel pool del capitano Ultimo, noto per aver catturato Totò Riina. Proprio Sergio De Caprio (vero nome del capitano) l’ha ricordato recentemente in televisione.

Lo scorso anno amici e colleghi di Filippo hanno installato una bandiera tricolore a Monte Catalfano, ad Aspra, proprio nel punto in cui ha trovato la morte. E in paese c’è una piazza a lui dedicata, con tantissime iniziative di ricordo promosse dal gestore del Museo dell'Acciuga di Aspra (nel gruppo pubblico su Facebook “I fratelli di Filippo Ram” sono ampiamente documentate), che si è preso a cuore la storia di Salvi. A breve anche Botta di Sedrina gli dedicherà una piazza: sabato 30 luglio, dopo una messa in suffragio alle 10 nella chiesa parrocchiale della frazione, sarà scoperta e benedetta la targa con l’iscrizione.

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