«Situazione inaccettabile»

Operaio vittima di un grave infortunio alla Tenaris Dalmine, Avs presenta un’interrogazione parlamentare

Nel giorno in cui i sindacati hanno indetto otto ore di sciopero, il senatore Tino Magni chiede al Ministero interventi per contrastare il fenomeno

Operaio vittima di un grave infortunio alla Tenaris Dalmine, Avs presenta un’interrogazione parlamentare

È arrivato anche in Parlamento il caso dell’operaio che il 13 giugno scorso, nello stabilimento Tenaris di Dalmine, è rimasto vittima di un grave infortunio sul lavoro.

L’uomo lavora per una ditta esterna in appalto e l’incidente capitato al 55enne ha riacceso il dibattito (locale e non solo) sulla questione della sicurezza sui luoghi di lavoro, al punto che per la giornata di oggi (venerdì 26 giugno) le organizzazioni sindacali Fim, Fiome Uilm, insieme alla Rsu, hanno proclamato 8 ore di sciopero su tutto lo stabilimento Tenaris Dalmine, coinvolgendo i siti di Dalmine, Sabbio e Cao.

«Situazione inaccettabile»

Solidarietà al lavoratore, alla sua famiglia, ma anche ai sindacati è nel frattempo arrivata da Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), che in una nota stampa diffusa oggi ha affermato di condividere appieno le ragioni dello sciopero. Per questo motivo, il senatore di Avs Tino Magni, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata alla ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Elvira Calderone, a seguito di quanto avvenuto a Dalmine.

Alfredo Di Sirio, segretario provinciale di Sinistra Italiana Bergamo, commenta: «La sicurezza non può e non deve essere sacrificata sull’altare dei ritmi produttivi e della corsa per massimizzare il profitto. Il grave infortunio nello stabilimento di Dalmine di un lavoratore di una ditta esterna accende ancora una volta i riflettori sul sistema degli appalti, dei subappalti a cascata e della somministrazione, utilizzato per ridurre i costi con la logica del massimo ribasso a scapito delle tutele e della vita delle persone. È inaccettabile che in uno stesso stabilimento si creino lavoratori di Serie A e di Serie B. Serve subito una legge nazionale che stabilisca in caso di infortunio la responsabilità solidale delle aziende committenti e una parità reale di salari e diritti tra lavoratori diretti e dipendenti delle aziende in appalto: la vita, la sicurezza e la dignità non si appaltano».

Il contenuto dell’interrogazione

Attrvaerso l’interrogazione parlamentare, Magni chiede innanzitutto se il Ministero sia a conoscenza di quanto avvenuto a Dalmine e se siano state raccolte informazioni attraverso gli organi ispettivi. Chiede inoltre se siano stati effettuati o programmati accertamenti da parte dell’Ispettorato nazionale del lavoro e dell’Ats e degli altri organismi preposti alla vigilanza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Parallelamente, Magni domanda se il Ministero intende assumere delle iniziative per verificare il rispetto della normativa su sicurezza, prevenzione e coordinamento tra azienda committente e imprese appaltatrici operanti nel sito produttivo e quali misure il Governo intenda adottare per rafforzare la tutela dei lavoratori impiegati negli appalti industriali, con particolare riferimento alla formazione, all’informazione sui rischi specifici e al coordinamento delle attività lavorative.

Infine, il senatore di Avs chiede se il Governo non ritenga necessario promuovere ulteriori interventi normativi e ispettivi tesi a contrastare il ripetersi di gravi infortuni nei grandi siti industriali e a garantire il pieno coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza nelle attività di prevenzione e controllo.