di Paolo Aresi
Con buona pace dei negazionisti, che chiudono gli occhi anche sulle statistiche, persino le linee della corrente elettrica affermano che queste ondate di caldo sono insopportabili. Al punto che, cosa mai accaduta in passato, vanno in tilt, lasciando interi pezzi di città senza energia.
È successo in centro città, in via Zanica e in via San Bernardino (l’ultimo in ordine di tempo, giovedì 2 luglio), blackout che ha colpito anche la biblioteca Tiraboschi. Questo ultimo episodio è iniziato nella tarda mattinata ed è continuato fino a circa le due del pomeriggio.
Per ovviare a questa situazione, proprio il 2 di luglio, il Comune ha presentato un “Piano anti blackout” insieme alla società E-Distribuzione, che fa riferimento a Enel, e che si occupa della distribuzione della corrente a media e a bassa tensione, quella che arriva normalmente nelle case e nei negozi: durante quest’anno e nel 2027 verranno aggiornate 114 tratte di cavi in media tensione, cioè a quindicimila volt. Un intervento che riguarderà 28 chilometri di linea elettrica.
Le interruzioni di corrente nella città costituiscono un problema importante non solo perché si fermano gli impianti di raffreddamento dell’aria, ma perché tutto si blocca: i computer si spengono, i frigoriferi si bloccano, le macchine del caffè pure… Le luci anche. Ma di solito questi incidenti non si verificano di notte perché sono legati alle temperature più alte oltre che a elevate richieste di energia.
Ma perché il caldo provoca questi arresti? Le temperature molto elevate surriscaldano le componenti della rete elettrica, anche perché in quelle ore è pure in atto una richiesta massiccia di energia e quindi le reti devono lavorare a pieno regime. Il surriscaldamento provoca la difficoltà a smaltire il calore dei cavi e dei trasformatori e quindi fa scattare i sistemi di protezione che spengono gli impianti per evitare danni gravi.
Bisogna considerare che (…)