Per ora è solo una proposta. Ma gli assessori comunali Marco Berlanda (Mobilità) e Ferruccio Rota (Lavori pubblici) hanno concesso un’apertura. Tanto da paventare uno studio di fattibilità sull’opera. L’incrocio semaforico fra le vie Broseta, XXIV Maggio e Corpo di Liberazione, a Loreto, potrebbe essere sostituito da una rotonda.
È quanto emerso dall’incontro di mercoledì 14 luglio fra gli assessori – c’erano anche Giacomo Angeloni (Sicurezza) e Claudia Lenzini (Partecipazione) -, la Rete sociale e i residenti. Temi al centro della discussione soprattutto quelli viabilistici.
La proposta della rotonda arriva da un cittadino che risiede in zona. Ha fatto notare che l’enorme traffico all’incrocio potrebbe essere reso più fluido con una rotatoria, grande o piccola. L’uovo di Colombo. Gli assessori si sono detti possibilisti. Berlanda ha precisato che servono almeno 30-32 metri di diametro. E, con il collega Rota, ha promesso uno studio di fattibilità.
L’altro grande punto toccato, non senza qualche scintilla, è stato piazzale Risorgimento. Lì, il 13 maggio scorso, un bambino di 9 anni (Giulio Lovera) è stato travolto e ucciso da una Smart di passaggio dopo essere sceso dall’auto del padre per attraversare la strada.
Quel luogo è particolarmente pericoloso per la compresenza di pedoni, anziani, bambini, ciclisti, auto, zone di carico e scarico, furgoni e camion. Le strisce pedonali sono in corrispondenza del semaforo all’angolo di via Broseta, a sud. E in fondo alla discesa di via Bonomini, a nord, qualche metro dopo un altro semaforo. Piccolo problema: tante persone scelgono di attraversare a metà della via, in corrispondenza di due marciapiedi trasversali di via Trecourt che finiscono nel nulla, di fronte al supermercato Unes.
«Ho dai 200 ai 500 clienti al giorno e almeno la metà attraversano in quel punto – ha detto il titolare dell’esercizio, Riccardo Ceriani -. Ogni mese assisto a due o tre episodi a rischio incidente. Da Borgo Canale, scendono come fulmini. Le segnalazioni luminose e le faccine per dissuadere gli automobilisti saranno efficaci fra trent’anni. Ora servono invece “rallentatori” di velocità. Un attraversamento pedonale protetto da dossi».
L’assessore Rota ha risposto che l’idea era un cuscino berlinese, «ma il Ministero delle Infrastrutture lo ha bocciato perché (…)