Portati in carcere

Arrestati tre spacciatori a Cividate: uno di loro era anche un ricercato per omicidio

È il bilancio della capillare attività di controllo del territorio eseguita nei giorni scorsi dai carabinieri di Treviglio e Martinengo

Arrestati tre spacciatori a Cividate: uno di loro era anche un ricercato per omicidio

I carabinieri di Treviglio, nell’ambito di una capillare attività di controllo del territorio, il 16 luglio scorso hanno arrestato tre persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e ne hanno deferita una quarta in stato di libertà. Tra gli arrestati ci sono anche un soggetto ricercato per omicidio volontario e tentato omicidio e un uomo destinatario di un ordine di carcerazione.

Il bilancio dell’attività di controllo dei carabinieri

Nella mattinata del 16 luglio, i militari della stazione operativa di Treviglio con i carabinieri di Martinengo hanno eseguito un mirato servizio antidroga nel territorio di Cividate al Piano. Nel corso del pattugliamento nei pressi del santuario della “Madonna dei Campiveri”, l’attenzione dei militari è stata attirata da tre persone che dormivano all’interno di un giaciglio di fortuna, allestito nel parco adiacente.

Il controllo e le successive perquisizioni hanno consentito di rinvenire consistenti quantitativi di sostanze stupefacenti, denaro contante e materiale ritenuto riconducibile all’attività di spaccio. M.N., 22enne, J.M., 26enne, e B.Y., 25enne, sono stati quindi arrestati: sono tutti cittadini marocchini senza fissa dimora e già noti alle forze dell’ordine.

Complessivamente, i tre sono stati trovati in possesso di circa 12 grammi di eroina, 25 grammi di hashish e 67 grammi di cocaina, oltre a un bilancino di precisione, nove telefoni cellulari e 4.990 euro in contanti, somma ritenuta provento dell’attività illecita.

Nella stessa investigazione è stato deferito in stato di libertà O.Y., 31enne marocchino residente a Romano di Lombardia. La perquisizione eseguita nella sua abitazione ha consentito di rinvenire 28 grammi di hashish e 1,5 grammi di cocaina. Il denaro, le sostanze stupefacenti e il restante materiale rinvenuto sono stati sottoposti a sequestro.

Uno di loro era ricercato per omicidio e tentato omicidio

Le approfondite procedure di identificazione hanno inoltre consentito di accertare che J.M. era destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso nell’ottobre 2025 dalla Procura della Repubblica di Bergamo. In forza del provvedimento, l’uomo dovrà espiare una pena residua di cinque mesi e ventotto giorni di reclusione per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, commesso a Bergamo nel marzo 2025, quando si era opposto attivamente a un controllo eseguito dagli agenti della polizia locale.

B.Y. era invece ricercato poiché destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa l’11 giugno 2026 dal Gip del Tribunale di Brescia. L’uomo risulta è gravemente indiziato, in concorso, dei reati di omicidio e tentato omicidio. I fatti risalgono al 12 aprile 2025 e si verificarono a Pontoglio, lungo le sponde bresciane del fiume Oglio, dove le vittime furono raggiunte da una violenta spedizione punitiva, maturata nell’ambito del controllo di una piazza di spaccio e conseguente a un presunto “sconfinamento” territoriale.

Per i medesimi fatti, il presunto esecutore materiale, E.M.O., cittadino marocchino, era già stato arrestato nel maggio 2025 e successivamente condannato in primo grado alla pena di sedici anni di reclusione. Le successive indagini avevano delineato il ruolo centrale svolto da B.Y., il quale avrebbe ripetutamente istigato l’azione contro i rivali, curandone anche l’organizzazione logistica e fornendo a E.M.O. il fucile a pompa calibro 12 utilizzato durante l’agguato. L’uomo avrebbe inoltre preso parte alle violenze perpetrate sul posto ai danni delle vittime.

Terrorizzate dai colpi d’arma da fuoco esplosi da E.M.O., le vittime furono costrette a gettarsi nel fiume. Una di esse morì per annegamento. Dopo il delitto, B.Y. si sarebbe inoltre adoperato per far sparire le armi utilizzate. Al termine delle formalità di rito, i tre arrestati sono stati condotti nel carcere di Bergamo, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Gli arresti per detenzione ai fini di spaccio sono stati successivamente convalidati. J.M. e B.Y. sono rimasti in carcere in esecuzione dei rispettivi provvedimenti restrittivi, mentre nei confronti di M.N. è stata applicata la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Bergamo. Sono tuttora in corso ulteriori approfondimenti investigativi da parte dei carabinieri.