Il caso

Data center al “Triangolone” di Zanica sì o no? «Il punto è avere risposte chiare»

Dopo che il sindaco ha esposto tutti i benefici della maxi operazione, la lista d’opposizione “Zanica Civica” passa alle contestazioni

Data center al “Triangolone” di Zanica sì o no? «Il punto è avere risposte chiare»

Sul futuro del Triangolone e sul maxi insediamento tecnologico promosso dall’amministrazione di Zanica insieme alla società londinese Astra Partners Ltd, la lista di opposizione Zanica Civica rilancia con una richiesta di trasparenza, dati certi e garanzie per la comunità.

Sebbene il sindaco Luigi Locatelli, durante l’assemblea pubblica del 14 luglio, abbia sottolineato i benefici di questo primo data center a impatto quasi zero – che porterà 350 occupati diretti e ricadute fino a 34 milioni di euro per il Comune -, la minoranza è scettica: «Su un intervento di questa portata non si può chiedere alla cittadinanza una delega in bianco, né si può pretendere un assenso preventivo quando, ancora oggi, mancano sul tavolo tutti gli elementi essenziali di giudizio sul piano ambientale, urbanistico, economico e amministrativo».

«Senza questi elementi – continua l’opposizione – rischiamo di ridurre il confronto pubblico e istituzionale a una caricatura, a una sorta di contrapposizione tra “Data center sì” e “Data center no”. Ed è una caricatura che non ci appassiona e non ci interessa. Perché chi ne esce sconfitta è prima di tutto la cittadinanza, la tutela del territorio e l’interesse pubblico».

Le riserve del gruppo civico toccano il cuore finanziario dell’operazione, mettendo in guardia dal rischio che l’illusione delle grandi entrate possa anestetizzare il dibattito sui reali costi territoriali: «In maniera altrettanto ferma crediamo che i vantaggi economici non possano in nessun caso comprare il silenzio. Quando un’operazione privata promette grandi entrate pubbliche, il rischio è che (…)

Continua a leggere sul PrimaBergamo in edicola fino a giovedì 20 agosto, o in edizione digitale QUI