con un'interrogazione

«Mossad in campo, fumogeni alla tifoseria israeliana»: dopo Atalanta-Hapoel, Sinistra Italiana Bergamo si rivolgerà al ministro dell’Interno

Il gruppo comunica le «criticità» registrate durante la partita di Conference League di giovedì scorso in città

«Mossad in campo, fumogeni alla tifoseria israeliana»: dopo Atalanta-Hapoel, Sinistra Italiana Bergamo si rivolgerà al ministro dell’Interno

Presenza del Mossad, il servizio segreto israeliano, sul campo, tifoseria ospite con torce e fumogeni e in corteo per le vie cittadine: sono molte le domande sollevate da Sinistra Italiana Bergamo a pochi giorni dalla partita tra Atalanta e Hapoel Tel Aviv, giocata lo scorso giovedì 20 agosto alla New Balance Arena di Bergamo e per la quale sono state applicate importanti misure di sicurezza.

La presenza del Mossad e fumogeni

«La città è stata sottoposta a una misura di sicurezza imponente e pervasiva, caratterizzata da strade presidiate, controlli rafforzati, divieto di sorvolo dell’area dello stadio e un massiccio impiego di reparti specializzati», si legge nel comunicato diffuso da Sinistra Italiana Bergamo.

Tra i punti più critici, spiega il gruppo, «le indiscrezioni riguardanti la presunta presenza sul campo di agenti riconducibili al Mossad, il servizio segreto estero israeliano, noto a livello internazionale per le sue operazioni coperte e spesso non autorizzate su territori stranieri, sollevano interrogativi inquietanti: se confermate, prefigurerebbero un’ingerenza inaccettabile di un’intelligence straniera all’interno di un evento pubblico sul territorio italiano».

Poco lontano dallo stadio, quella sera, si è svolto anche il presidio ProPal organizzato dalla Rete Bergamo per la Palestina. «Il dissenso pacifico di chi chiedeva la sospensione della partita è stato confinato in un presidio statico, blindato e ben lontano dallo stadio. A questo si aggiunge la grave violazione della libertà d’espressione rappresentata dal divieto di introdurre all’interno dell’impianto sportivo la bandiera palestinese e qualsiasi simbolo o striscione riconducibile alla causa palestinese», misura quest’ultima tuttavia prevista dalle direttive Uefa.

In occasione della partita erano stati inoltre rafforzati i controlli all’ingresso dello stadio. Tuttavia, spiega il gruppo, «l’impianto della sicurezza ha fatto registrare un evidente ed ingiustificato trattamento differenziato: mentre ai cittadini e ai tifosi locali sono stati riservati rigidi controlli di sicurezza e pervasivi filtraggi agli ingressi, con il blocco sistematico di oggetti personali (come semplici accendini) e di ogni espressione simbolica legata alla Palestina, alla tifoseria ospite è stato consentito di introdurre nello stadio numerose torce e fumogeni».

«Resta da chiarire come tale materiale pirotecnico abbia potuto superare inosservato i varchi di sicurezza e i controlli preventivi. Va ricordato che l’introduzione e l’utilizzo di fumogeni o fuochi artificiali negli stadi non costituiscono semplici infrazioni regolamentari, ma condotte rilevanti sul piano penale (ai sensi degli artt. 6-bis e 6-ter della Legge 401/1989), per le quali un qualsiasi tifoso andrebbe incontro alla denuncia e all’immediata applicazione del Daspo da uno a due anni».

Interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno

«È doveroso chiarire se tali violazioni siano state debitamente perseguite e se siano stati adottati i medesimi provvedimenti sanzionatori nei confronti dei responsabili. Contestualmente, ai tifosi ospiti è stato consentito di muoversi in corteo per le vie cittadine, una modalità di gestione dell’ordine pubblico di norma evitata per le tifoserie considerate a rischio, solitamente trasferite sotto scorta diretta dall’arrivo in città allo stadio».

«Non è tollerabile che lo spazio pubblico venga piegato a un regime di eccezione, dove da un lato si limita il dissenso pacifico e la libertà d’espressione, e dall’altro si applicano diversi criteri di rigore nell’applicazione delle norme di sicurezza».

Alla vigilia della partita, in un B&B in città, sono stati inoltre rinvenuti 45 chili di dispositivi pirotecnici, che hanno portato alla denuncia e a un Daspo di tre anni per due cittadini israeliani. «Per fare piena luce su questi gravi episodi – conclude il comunicato -, il senatore di Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni ha già predisposto un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi».