Complicazioni

L’arrivo a Bergamo della nuova Ecocard: bella, ma ce n’era proprio bisogno?

Servirà anche per il ritiro dei sacchi della spazzatura. Alcuni cittadini la devono ancora ricevere, altri faticano ad attivarla. La risposta dell'assessora Ruzzini

L’arrivo a Bergamo della nuova Ecocard: bella, ma ce n’era proprio bisogno?

Tutto ciò che va nella direzione della sostenibilità, in favore dell’ambiente, è ben accetto. E se, per raggiungere questi obiettivi, ci vengono richiesti dei piccoli sacrifici, direi che possono essere accettati. O quanto meno compresi.

Talvolta, però, pare che ci sia un pizzico di sadico gusto nelle soluzioni che complicano la vita dei cittadini. Ne è un esempio la Ecocard, introdotta dal Comune di Bergamo a inizio agosto e che ci consentirà di accedere ai nuovi servizi legati alla gestione dei rifiuti, in particolare al Centro di raccolta e del riuso di via Cremasca, al Centro di raccolta di via Goltara e alle isole ecologiche informatizzate interrate installate ormai da mesi e presto operative.

Palazzo Frizzoni aveva annunciato che la tessera sarebbe stata recapitata per posta a tutte le utenze durante il mese di agosto («entro il 14-15 di agosto», si legge sul sito). Uso il condizionale perché, in realtà, in diversi non l’hanno ancora ricevuta. Me compreso.

Per ora, poco male: non sarà immediatamente obbligatoria. In futuro, però, la Ecocard sostituirà la tessera sanitaria anche nel ritiro dei sacchi codificati per la raccolta differenziata domestica. Insomma, eccome se servirà. E non vorrei che, a fronte della mancata spedizione, mi trovassi costretto a “sbattermi” tra un ufficio pubblico e l’altro per rimediare.

C’è però un’ulteriore questione che mi è stata esposta relativa a questa nuova tessera: attivarla, per chi non è particolarmente ferrato con la tecnologia (tipo molti anziani), non è proprio semplice. Leggo dal sito: «Per abilitarla sarà necessario collegarsi alla pagina web dedicata, attraverso il Qr Code riportato nella comunicazione, e inserire il proprio codice utenza e il codice contribuente, entrambi disponibili sulla bolletta Tari. Per chi preferisce utilizzare lo smartphone sarà possibile accedere ai nuovi servizi attraverso la versione aggiornata della app PULIamo, seguendo le indicazioni riportate sul sito di Aprica».

Sia chiaro, nulla di tragico: ormai l’informatizzazione ha raggiunto ogni livello della nostra quotidianità. Ma davvero era necessario, in questo caso? Nei mesi in cui la “transizione” verso la carta d’identità elettronica si sta compiendo, non si poteva pensare a usare quella, ad esempio? Nel frattempo, cari nipoti, armatevi di santa pazienza: i nonni (e non solo) avranno bisogno di voi.

La risposta dell’assessora Ruzzini

A seguito della pubblicazione dell’articolo, l’assessora all’Ambiente, Oriana Ruzzini, ha risposto ad alcuni dei temi toccati:

«La nuova tessera si è resa necessaria per utilizzare la tecnologia NFC, in quanto non tutte le carte dei servizi sono dotate di chip. Tutti i sistemi intelligenti (non solo di raccolta rifiuti) usano questa tecnologia, molto più sicura ed efficiente della lettura del codice a barre.

Capisco bene la difficoltà del cambiamento e mi scuso per i disservizi di queste prime settimane, ma superata questa prima fase di rodaggio, per tutte le utenze sarà possibile prelevare i sacchi sia con EcoCard che con la tessera sanitaria, mentre tutti gli altri servizi (piattaforma ecologica di via Goltara, nuovo centro di raccolta, centro del riuso e, per gli esercenti, ecoisole interrate) si accederà con EcoCard. Nel caso in cui non si voglia tenere nel portafogli la card si potrà comodamente scaricare l’app sul cellulare.

Le innovazioni comportano sempre una fatica nel cambiare abitudini, in questo caso tuttavia è in atto una profonda trasformazione che punta a rendere più efficiente il conferimento e la raccolta del rifiuti.

Considerate, per esempio, che con EcoCard si potrà aprire H24 un vano per il conferimento dell’ umido e del materiale assorbente al nuovo centro di raccolta.

Le Ecoisole interrate, che oggi sono solo 5 e accoglieranno i rifiuti degli esercenti, comprese b&b e case vacanze, nel tempo potranno aumentare di numero ed essere accessibili anche alle utenze domestiche. Tutto questo è possibile grazie alla tecnologia che accomuna tutti i servizi, con il controllo da remoto dell’ operatore e la tracciabilità delle operazioni.

Riguardo al tema “perché non usare la carta d’identità”: la Tari è associata a un codice utenza e a un contribuente (che può rappresentare un’intera famiglia o un’attività), mentre la carta d’identità è strettamente personale. Inoltre, la tessera fisica o la versione digitale su app possono essere usate da qualsiasi membro della famiglia, dai collaboratori di un’azienda (immagini l’impresa di pulizie di un B&B per portare i rifiuti), cosa non fattibile con la Cie del titolare dell’utenza.

C’è anche forse un tema di hardware: i lettori delle Ecoisole automatizzate e dei distributori di sacchi devono aprirsi rapidamente tramite RFID o Bluetooth. Un sistema basato su Cie richiederebbe procedure di autenticazione, sarebbe un meccanismo più lento.

Infine, va considerato che tutte le città italiane che stanno adottando contenitori intelligenti hanno fatto questa scelta, che ovviamente è tecnica, non politica».