di Paolo Aresi
È il ponte dove si è formata la diga sulla Morla, due anni fa. Diga fatta di rami, detriti e legnami, quella che ha sbarrato il torrente e ha causato l’esondazione nelle viuzze tra la Morla e la via Baioni a Bergamo.
Sotto il ponte si è di nuovo formata quella sponda di terra e detriti che esisteva due anni fa e che diminuisce fortemente l’alveo del torrente, limitando la sua portata e favorendo quindi l’uscita dell’acqua oltre gli argini.
Il “custode della Morla” è il signor Riccardo, che tutti chiamano Roccia. Abita in via Nazzari, a due passi dal torrente. Quando il tempo è bello, scende sotto il ponte con la canna da pesca, prende le trote e poi le rilascia nella Morla: «Qui i pesci ci sono sempre, anche quando il fiume è in secca, in questo posto l’acqua rimane e i pesci stanno bene».
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Spiega il signor Roccia – autore del video che potete vedere in questo articolo -: «Lo avevo detto anche l’anno scorso: i detriti stavano di nuovo restringendo l’alveo, ma nessuno mi ha ascoltato. Ho mandato un avviso anche all’assessora Ruzzini, ma senza esito. Quest’anno la situazione è ulteriormente peggiorata. Manderanno qualcuno a dragare il torrente per ripristinare la portata dell’alveo? Lo spero vivamente»