Bellissima normalità

Il giorno dopo la vittoria della Supercoppa? Anche per il settore giovanile non è cambiato nulla, si lavora

La sensazione è che il trionfo dell'Arena di Milano sia solo la dimostrazione che la direzione intrapresa è quella giusta. Nulla di più

Il giorno dopo la vittoria della Supercoppa? Anche per il settore giovanile non è cambiato nulla, si lavora

La sensazione, entrando a Zingonia nella palazzina dedicata al settore giovanile dove c’è anche la sala conferenze della prima squadra, è che tutto fosse uguale a prima. A tutti gli altri giorni.

Eppure il Trofeo della Supercoppa Italiana Primavera era lì, in bella mostra sul bancone dell’accoglienza. Tutto intorno, il solito clima che si respira al Centro Bortolotti quando ci sono interviste o incontri con la stampa: caffè, acqua e crostate, qualche battuta con la gentilissima Alessandra e intorno presenze discrete, tra giocatori e tecnici, nonché dirigenti, che fanno quello che fanno sempre: lavorano. Lavorano un sacco.

Chi pensa che dopo un successo come quello ottenuto a Milano mercoledì sera (9 settembre) sotto il diluvio – 4-3 alla Fiorentina Campione d’Italia – cambiasse qualcosa si sbaglia. Mister Bosi, al saluto «Ciao mister dei campioni», quasi nemmeno si accorge della battuta, concentrato su quello che c’è da fare mentre addenta un pezzo di torta.

Al piano di sopra, Pelizzoli e tutti i collaboratori del settore giovanile sono al lavoro. La mitica Lucia Castelli, psicopedagogista nerazzurra, parla al telefono e il responsabile Roberto Samaden scambia due parole con uno dei ragazzi che di lì a poco si alleneranno e con un altro collaboratore.

Fuori dalle vetrate che si affacciano sulla grande distesa verde che sono i campi del bellissimo quartier generale atalantino ci sono squadre che si allenano e ragazzi che arrivano.

Tutta questa normalità è lì a dimostrare che i trofei sono un dettaglio: si lavora per diventare grandi, le coppe servono per aumentare l’autostima e dimostrarti che la strada è giusta, ma anche dopo la notte del trionfo non c’è nulla che può scalfire i ritmi di Zingonia. Perché sullo sfondo c’è molto altro da fare e la coppa in bella mostra strappa solo un bel sorriso prima di tornare a fare quello che tutti sanno fare meglio: lavorare. Lavorare un sacco.