Mister Sarri, ai microfoni di Sky e di Dazn, vede ancora qualche aspetto positivo (squadra in crescita, nelle ultime due partite è stato creato qualcosa) nella sconfitta con la Juventus, ma ammette che serva una scossa positiva per migliorare intensità e personalità.
«Siamo stati in partita – afferma mister – fino al 2-0. La partita era ampiamente in bilico, abbiamo costretto la Juve a un salvataggio clamoroso sulla linea di porta con Kolo Muani. Poi purtroppo abbiamo dato una sensazione diversa nei 20 minuti finali».
Intanto, però, è la terza sconfitta consecutiva… «La squadra è comunque in crescita – dice Sarri -, ma deve crescere molto di più, siamo ancora indietro. Nelle prime tre partite abbiamo espresso un gioco di basso livello, mentre nelle ultime due partite abbiamo espresso cose positive. La squadra si deve accendere nell’anima. Oggi quando abbiamo affrontato con successo duelli uno contro uno si sono viste situazioni importanti, i ragazzi ci devono crederci con più convinzione».

Forse serve qualcosa di diverso per sbloccare questa situazione negativa? «Non direi proprio, non capisco il riferimento. Giochiamo a calcio e ultimamente alterniamo due moduli (4-3-3 e 4-2-3-1, ndr). È qualcosa da valutare, ma c’è la necessità di avere più iniziativa e più personalità».
A cambiare tutto è stato il primo gol. «Stavamo gestendo bene la partita. Abbiamo subito un taglio sull’esterno e questo fatto ha chiamato fuori un centrale. Posso capire di subire su una palla messa dietro (il primo gol col Cagliari, ndr), ma altrimenti così non deve passare».
Un passaggio anche sul rigore non fischiato a Rowe per una evidente trattenuta di Kolo Muani: «Tra utilizzare troppo il Var e utilizzarlo poco come adesso, preferisco l’adesso. Però allora a cosa serve? Se non richiama nemmeno su situazioni così, tanto vale toglierlo…».
Ora tre settimane di sosta. Sulle spalle resta una scimmia preoccupante, anche perché poi a ottobre si giocherà ogni tre giorni per un mese. Vedremo la vera Atalanta? Il futuro è adesso.