Largo ai giovani

Quello degli svincolati è un tema di fronte al quale si fanno scelte: l’Atalanta ha preferito altre strade

Non è nelle intenzioni della società procedere con l'acquisto di un giocatore libero sul mercato. Si punta su Obric e sui giovani di casa

Quello degli svincolati è un tema di fronte al quale si fanno scelte: l’Atalanta ha preferito altre strade

Alaba, ex Real Madrid, è andato all’Udinese. Ieri (23 settembre) la trattativa si è concretizzata e conclusa con le visite mediche, d’obbligo quando sei di fronte a un campione che non arriva da annate molto serene, ma che resta un campione.

Tanti si sono chiesti il motivo per cui l’Atalanta non abbia deciso o pensato di ricorrere a un innesto in difesa da pescare proprio tra gli svincolati, visto che nelle prossime nove partite dopo la sosta (sei di campionato e tre di Conference League da giocare nel blocco tra ottobre-novembre) si dovrà fare a meno di Hien e Kossounou, di fatto due titolari.

La scelta è stata quella di non affondare, sebbene – come ha rivelato Fabrizio Romano – anche i nerazzurri avessero preso informazioni su Alaba. L’inserimento di un nuovo giocatore di esperienza avrebbe poi dovuto essere gestito anche in termini di spogliatoio, oltre che tecnici.

La strategia scelta è però stata un’altra: il momento è complicato, gli infortuni sono concentrati in un reparto e quindi bisogna aggiungere fatica alla fatica, ma l’Under 23 è fatta apposta per fungere anche da serbatoio della prima squadra. Non solo quando i Palestra o i Bernasconi si fanno notare, ma anche quando c’è emergenza.

Tra Acerbi o Ramos e Obric, l’Atalanta sceglie quest’ultimo. Strategia che, per altro, non è poi così innovativa. In diversi campionati, e con elementi che non sono necessariamente più forti, più pronti e più capaci di quelli che allena Beati, i giovani sono una risorsa, non un problema. Non sarà semplice? Chiaro, quest’anno nulla lo è. Però bisogna tenere botta e fidarsi di chi lavora tutti i giorni sul campo.