di Elena Esposto
In Italia, nel 2026, circa l’8 per cento della popolazione ha seguito una dieta priva di carne. Lo dice Eurispes: il 5,3 per cento degli italiani dichiara di essere vegetariano e il 3,2 vegano. La scelta di un’alimentazione vegetale spesso riguarda anche chi non rivendica queste definizioni. Lo vediamo nei supermercati e nei locali di ristorazione, dove le alternative vegetali sono sempre più presenti.
Il vegetarianesimo e, soprattutto, il veganismo non sono però semplici diete o scelte di consumo. «Il veganismo è una filosofia che riconosce titolarità di diritti, di vita e di libertà a tutti gli esseri viventi senzienti – spiega Donato Ceci, responsabile dell’area Transizione alimentare di Lav Bergamo -. D’altro canto, la scelta di seguire una dieta plant based può essere intrapresa per svariati motivi anche dai non vegani».
C’è chi sceglie di mangiare vegetale perché ritiene che sia più salutare e chi lo fa per motivi ambientali. Basti pensare che ogni anno i soli allevamenti della Pianura Padana emettono 12 milioni di tonnellate di gas serra, svariate le emissioni di una città come Milano.

Pasticceria vegana e Vegâteu
Il passaggio a un’alimentazione vegetale spesso procede per fasi. Per questo si parla di “transizione alimentare” durante la quale, spiega Ceci, «le persone inizialmente ricercano i sapori a cui sono abituate, ricorrendo ai cosiddetti prodotti di atterraggio», cioè quelli che somigliano a quelli di origine animale, come salumi e formaggi plant based.
Non tutti i settori culinari sono però riusciti a tenere il passo (…)