Sul Corriere Bergamo in edicola c’è una bella intervista a mister Maurizio Sarri. Il tecnico della Dea, in visita alla redazione, ha toccato tanti temi e ce ne sono alcuni che fanno parecchio riflettere.
Si parla di obiettivi innanzitutto, con l’Atalanta che vale «la zona Europa, anche se in finora non abbiamo dimostrato di meritarla», ma anche di quello che la Dea deve smettere di fare, ovvero «di pestare le uova», perché il compito del tecnico è «portare la squadra fino agli ultimi 25 metri, poi lì sono i giocatori che devono decidere le partite».
Inutile nascondere che quando si ascolta il mister nerazzurro parlare di calcio è uno spettacolo. In particolare quando il tecnico dice: «Da lunedì (12 ottobre, sfida al Venezia, ndr) il tempo degli alibi è finito, voglio veder giocare a calcio».
Tra i vari argomenti toccati, ce ne sono un paio in particolare che meritano particolare attenzione. Tipo la volontà di De Ketelaere di giocare più vicino alla porta: «Quando torna, parlerò con lui», ha detto Sarri. Frase che certifica una chiara volontà di mettere il ragazzo nelle migliori condizioni possibili per essere decisivo. Su Raspadori invece, che in Nazionale ha fatto bene partendo da destra, ha invece detto che prima viene comunque il bene dell’Atalanta.
Chiara anche la posizione su Pasalic, che non ha mai fatto polemica ma avrebbe certamente meritato la fascia da capitano («Non ho valutato bene la questione», ha ammesso il tecnico). Veloce, ma indicativo, il passaggio su de Roon, che «parlava sempre con la società, non con me».
In chiusura, elogi per Bergamo e tutto l’ambiente. Con una posizione chiara sulle coppe: «Conference League e Coppa Italia per noi sono due obiettivi seri, non giocheremo mai amichevoli. Siamo l’Atalanta». Come non essere d’accordo?