Una città più verde non si costruisce soltanto piantando nuovi alberi, ma anche prendendosi cura degli spazi già esistenti. Questo è il messaggio al centro di una lettera inviata alla nostra redazione da una cittadina, che preferisce rimanere anonima, residente nel quartiere Borgo Palazzo di Bergamo. Nel suo intervento la donna ha segnalato le condizioni di un’area verde in viale Pirovano e solleva interrogativi sui progetti di riqualificazione urbana, a partire da via Ghislandi.
Viale Pirovano, la segnalazione sul degrado
Nella segnalazione la cittadina ha spiegato di aver trovato, nei pressi dell’ex chiosco Licini Fiori, vicino al parcheggio e di fronte al Cimitero Monumentale delle panchine rotte, rifiuti abbandonati e segni di bivacchi. Una situazione che, a parer suo, restituisce un’immagine di trascuratezza e rende meno piacevole frequentare uno spazio che dovrebbe essere dedicato alla sosta e alle passeggiate.
Pur riconoscendo che la zona presenti delle criticità da tempo, la residente si è chiesta perché si pensi a realizzare nuovi spazi verdi senza intervenire con la stessa attenzione su quelli già esistenti.
Dubbi sui nuovi interventi in via Ghislandi
Proseguendo è stato richiamato anche il progetto di trasformazione di via Ghislandi, con interventi sulla pavimentazione sulla viabilità per contrastare le isole di calore e rendere la strada più verde e vivibile.
In questo caso la cittadina non ha contestato l’obiettivo di migliorare la qualità urbana, ma ha invitato a valutare anche le condizioni delle aree verdi lungo la Trame in Bike, il percorso ciclabile parallelo all’asse stradale, dove segnala carenza di manutenzione e una percezione di abbandono.
Secondo la residente sarebbe quindi opportuno recuperare e valorizzare questi spazi prima di investire nella creazione di nuove alberature, che richiederebbero anni per raggiungere la maturità e offrire ombra e benefici ambientali significativi.
Tra parcheggi e bisogni dei residenti
Tra le perplessità espresse nella lettera c’è anche la futura vocazione di via Ghislandi come luogo di passeggio. La cittadina si è domandata quali tre attrattive commerciali o servizi possano sostenere questa trasformazione e ha richiamato l’attenzione sulla possibile riduzione dei parcheggi, importanti per chi vive e lavora nella zona.
Sempre all’interno di questa lettera si è posta una domanda ancora più ampia: gli interventi previsti rispondono davvero alle esigenze degli attuali residenti? La mittente ha precisato di non voler formulare accuse, ma ha ritenuto legittimo interrogarsi sulle ricadute delle trasformazioni urbane e sui benefici concreti per chi abitano i quartieri interessati.
«La sostenibilità passa anche dalla cura quotidiana»
Concludendo il tutto è stato condiviso un messaggio, o meglio un invito all’Amministrazione ad osservare la città da vicino, percorrendola a piedi e verificando direttamente le condizioni degli spazi pubblici.
Riparare una panchina, mantenere puliti i giardini, curare gli alberi e garantire percorsi illuminati e fruibili sono, secondo la residente, interventi capaci di migliorare concretamente la qualità della vita, senza richiedere necessariamente grandi progetti.
Infine, la lettera è arrivata verso la fine con un richiamo alla responsabilità nella gestione del patrimonio verde: «La qualità ambientale di una città – ha affermato la cittadina – non dipende soltanto da ciò che si promette di realizzare, ma anche dalla capacità di conservare e valorizzare quello che esiste già».