Niente di nuovo

Il commercio a Bergamo soffre, e non solo in centro città. Ma la politica cosa fa?

La chiusura di Landisport e le parole del titolare hanno riacceso il dibattito su Ztl e parcheggi. In tutta la città si stimano tra 600 e 640 vetrine vuote

Il commercio a Bergamo soffre, e non solo in centro città. Ma la politica cosa fa?
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La chiusura di Landisport, storico negozio di via XX Settembre, ha riaperto un dibattito che da anni arde sotto la cenere cittadina: come tenere vivo, commercialmente parlando, il centro di Bergamo.

Matteo Sartori, titolare con il fratello dell’attività, ha spiegato che la decisione arriva dopo due anni di riflessioni. Una giornata di settembre chiusa con appena 80 euro d’incasso è però stata decisiva.

A parere di Sartori, le colpe di questo declino sono amministrative: la Ztl in centro è diventata più rigida, il carico e scarico più complicato e sono scomparsi troppi posti auto. A pesare, in tal senso, è la concorrenza dei centri commerciali (e dell’e-commerce), ma c’è anche il costo della vita in costante ascesa e la carenza di sicurezza, problema acuitosi nell’ultimo anno. Landisport ha ora avviato la svendita, che proseguirà fino a gennaio.

Le accuse – neppure tanto velate – del titolare nei confronti delle politiche dell’attuale (e della precedente) Amministrazione hanno trascinato il dibattito sul terreno politico. Il vicesindaco Sergio Gandi, che è anche assessore al Commercio, ha respinto nettamente l’ipotesi che la risposta ai problemi sia tornare indietro sulla Ztl.

Ha riconosciuto le difficoltà del settore, ma ha anche sottolineato come la riqualificazione del Centro Piacentiniano abbia avuto il merito di riportare il “passeggio” in centro e ha ricordato le numerose iniziative organizzate (…)

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