I conti sono presto fatti. Senza Pompei, Hien, Kossounou, Kessie, Kolasinac, Raspadori, Bellanova, Scamacca, Kristensen e Gaetano, la formazione che Sarri potrà schierare stasera (2 novembre) contro il Parma è obbligata in difesa e a centrocampo, con uniche alternative sulla trequarti offesniva (Samardzic, Zalewski e Sulemana se giocheranno titolari Rowe, Elmas e De Ketelaere).
Di fatto, le forze a disposizione della Dea saranno praticamente la metà di quelle in rosa. Più i giovanissimi, ma vedremo quanti e quali nei convocati attesi in giornata.
A questo punto, con la possibilità che Idele, Levak, Plaia e vedremo chi altri potrebbero anche giocare (più probabile a gara in corso, ma nulla si può escludere), diventa fondamentale la spinta, il sostegno, il supporto che lo stadio di Bergamo potrà dare durante la sfida.
È già successo contro il Frosinone, una gara pazza in cui i tifosi hanno fatto sostenuto la squadra dall’inizio alla fine. Poi, a fine partita, i fischi e il coro sugli “attributi” da tirar fuori. Ma questo solo a match concluso.
Il sostegno della gente a un giovane che entra per dare una mano è prezioso, perché le qualità tecniche, a quel livello, sono difficile da discutere, ma bisogna tenere conto anche della pressione e della consapevolezza nei propri mezzi probabilmente ancora non del tutto sviluppata. Quindi al primo errore un fischio lo condizionerebbe pesantemente (molto più di quanto potrebbe fare con lo Zappacosta o il Pasalic di turno).
Bergamo conosce perfettamente queste dinamiche e siamo sicuri che sosterrà sempre i ragazzi. A prescindere dalle difficoltà. E riuscire a farlo per tutta la gara potrebbe essere davvero determinante in un momento così complicato e delicato.