La protesta dei tre piastrellisti saliti su una gru per denunciare il mancato pagamento degli stipendi apre un nuovo fronte nella travagliata vicenda della scuola primaria Scuri di Bergamo. E adesso, dopo le rassicurazioni del Comune sulla regolarità dei pagamenti all’impresa affidataria, l’opposizione vuole vederci chiaro.
A chiedere spiegazioni è la consigliera comunale Ida Tentorio, che oggi (7 novembre) ha presentato un’interrogazione rivolta alla sindaca per fare luce sui ritardi del cantiere, sulla situazione dei lavoratori e sulle opere ancora da completare.
La vicenda è quella ormai nota della scuola di via dei Galliari, che avrebbe dovuto essere pronta per l’inizio dell’anno scolastico 2026/2027. Una scadenza saltata, con il trasferimento degli alunni nella sede provvisoria dell’ex scuola Cavezzali, in via Bellini, e l’organizzazione di un servizio navetta da parte dell’Amministrazione. Il Comune aveva inizialmente rassicurato le famiglie sulla possibilità di rispettare i tempi, salvo poi comunicare, a ridosso della riapertura, lo slittamento dell’inaugurazione a novembre.
Ora il nuovo episodio che ha riportato il cantiere al centro dell’attenzione, con la protesta degli operai di ieri e l’intervento del Comune.

I precedenti e le nuove domande
Nell’interrogazione, Tentorio ricostruisce anche i passaggi precedenti, ricordando di avere già presentato due atti consiliari sulla questione dei ritardi: il primo a maggio, numero 41, e il secondo a settembre, numero 74. Entrambi, sostiene la consigliera, sarebbero rimasti senza risposta.
Nel documento vengono richiamate anche le rassicurazioni diffuse dall’Amministrazione nel corso dell’estate e il successivo annuncio dello slittamento dell’apertura. Un passaggio che l’esponente dell’opposizione considera particolarmente significativo riguarda il finanziamento Pnrr da circa sette milioni di euro.
Il comunicato del Comune riportato nell’interrogazione spiegava infatti che, pur essendo emersa «l’impossibilità di completare i lavori nei tempi previsti», le opere risultavano comunque «formalmente concluse», in considerazione delle stringenti regole del Piano nazionale di ripresa e resilienza e della necessità di ottenere il finanziamento.
Il nodo delle opere ancora da finire
Sono tre, in particolare, le questioni sulle quali Tentorio chiede una risposta. La prima riguarda la possibilità che la vicenda dei piastrellisti e dei mancati pagamenti possa provocare un ulteriore slittamento della consegna della scuola.
La seconda entra più nel dettaglio delle lavorazioni: la consigliera domanda se gli interventi affidati ai piastrellisti possano davvero essere considerati semplici «interventi puntuali di dettaglio» e chiede una descrizione delle opere, soprattutto per quanto riguarda le loro dimensioni.
Infine, l’interrogazione solleva una questione più generale: Tentorio chiede se l’Amministrazione non ritenga preoccupante che la protesta abbia riportato l’attenzione su un’opera finanziata con fondi Pnrr, caratterizzata da ritardi ma dichiarata formalmente conclusa.