La scoperta 85 anni fa

La bimba che diede il nome al pianeta Plutone, poi declassato

La bimba che diede il nome al pianeta Plutone, poi declassato
19 Febbraio 2015 ore 18:12

Era il 18 febbraio del 1930 quando il giovanissimo astrofisico americano Clyde Tombaugh, comparando le lastre fotografiche di diverse zone del cielo notturno, scoprì il pianeta Plutone, inizialmente classificato come “nono pianeta” per poi essere declassato nel 2006 a pianeta nano con il nome di 134340 Pluto. Tombaugh iniziò le sue ricerche stimolato dal lavoro svolto da William Henry Pickering e Percival Lowell che, a inizio ‘900, teorizzarono l’esistenza di un pianeta esterno che condizionasse il movimento di Urano (scoperto nel 1781 da sir William Herschel) e Nettuno (scoperto nel 1846 da John Couch Adams e Urbain Le Verrier), i quali parevano perturbati dalla forza gravitazionale di un altro oggetto. Già nel 1915 l’astronomo Percival Lowell, morto nel 1916, aveva previsto l’esistenza di un Pianeta X oltre Nettuno, segnalandone orbita e caratteristiche, utilizzando un macchinario che gli permetteva di visualizzare i cambiamenti del sistema solare in diverse ore rispetto a delle stelle fisse.

 

Tombaugh2

 

La scoperta. Tombaugh iniziò negli anni ‘20 a interessarsi degli astri, costruendo telescopi amatoriali per l’osservazione del sistema solare. Nel 1928 alcune sue osservazioni compiute su Giove e Marte catturarono l’attenzione del direttore dell’Osservatorio Lowell di Flagstaff in Arizona, Vesto Slipher, il quale lo assunse incaricandolo di cercare il Pianeta X teorizzato da Lowell e Pickering. Confrontando due diverse lastre fotografiche, datate 23 e 29 gennaio 1930, Tombaugh scoprì il Pianeta X il 18 febbraio, nonostante la notizia venne resa pubblica il 13 marzo per farla coincidere con la scoperta di Urano e con la data di nascita di Lowell (1855). Il pianeta venne chiamato Plutone, divinità dell’oltretomba per il Pantheon Romano, su suggerimento dell’undicenne Venetia Burney, che ebbe tale suggestione dopo che il nonno, amico di un astrologo dell’Osservatorio Lowell, le lesse la notizia apparsa sul The Times della scoperta del nuovo pianeta. Per questo motivo Venetia è il nome dato a uno strumento a bordo della sonda New Horizons; inoltre P e L sono le iniziali di Percival Lowell.

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Le celebrazioni. È curioso il modo scelto dalla NASA (National Aeronautics Space and Administration) di festeggiare gli 85 anni dalla scoperta del pianeta Plutone. Per celebrare l’anniversario dell’avvistamento dell’astrofilo Clyde Tombaugh, la sonda NASA New Horizons ha offerto le prime immagini delle piccole lune che orbitano attorno al pianeta nano ghiacciato. La sonda, partita dalla base di Cape Canaveral il 19 gennaio 2006, ha fornito una serie di foto delle piccole lune Nix e Hydra, scattate il 27 gennaio e l’8 febbraio ad una distanza che varia da 201 a 186 milioni di km, che documentano un avvicinamento costante al pianeta (la data di arrivo è fissata per il 14 luglio 2015). Hydra, la luna più esterna del sistema di Plutone, orbita intorno al pianeta nano ogni 38 giorni a una distanza di circa 64.700 chilometri, mentre Nix fa un giro completo in 25 giorni da 48.700 km.

 

 

Ogni luna è probabilmente tra 40 e 150 km di diametro, ma gli scienziati conosceranno le loro dimensioni in modo più preciso solo quando New Horizons, che trasporta le ceneri di Tombaugh e ha come primo obiettivo quello di studiare la geologia e la morfologia del pianeta nano, tra pochi mesi otterrà foto ravvicinate di entrambe. Altre due lune di Plutone, Styx e Kerberos, sono ancora più piccole e ancora troppo deboli per potere essere viste da New Horizons alla sua attuale distanza da Plutone. Sono di pochi giorni fa anche ulteriori immagini della luna maggiore di Plutone, Caronte.

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