Tesoro dimenticato

Il santuario della Costa va salvato: un culto che ha più di 500 anni

A San Gallo di San Giovanni Bianco: è uno dei più antichi luoghi di culto presenti in Valle Brembana

Il santuario della Costa va salvato: un culto che ha più di 500 anni
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La nostra provincia racchiude tesori spesso dimenticati, località dal grande valore storico, artistico e religioso. Il santuario dedicato alla Beata Vergine della Costa, nella frazione di San Gallo a San Giovanni Bianco, è uno dei più antichi luoghi di culto presenti in Valle Brembana. Legato ad un’apparizione mariana avvenuta nel XV secolo ed edificato nella seconda meta del 1700, oggi necessita al più presto di un intervento di recupero, operazione necessaria a salvaguardarne la struttura.

«Sono iniziati in questi giorni dei primi lavori di emergenza, necessari per ripristinare una porzione del tetto che, a causa delle pioggia e della neve degli ultimi mesi, si è particolarmente degradata - Spiega don Raffaele Nava, amministratore parrocchiale e rappresentante del luogo di culto -. A breve seguirà un progetto, che ci permetterà di capire meglio le spese necessarie. Sicuramente l'intero tetto e le facciate hanno bisogno di manutenzione: in base ai fondi che avremo a disposizione andremo a realizzare i lavori più urgenti, sperando infine di sistemare definitivamente la struttura. Il parroco, don Giovan Battista Galizzi, voleva già realizzare degli interventi per riqualificare la Chiesa negli anni passati, ma a causa della mancanza di risorse economiche e della pandemia ancora in atto non è riuscito a tradurre in realtà il suo desiderio».

Il culto della Madonna della Costa inizia storicamente il 4 aprile 1492. Caterina de Lupis, pregando dinanzi alla rappresentazione della Madonna con il Bambino appesa alla parete della sua abitazione, si accorse che l’immagine sacra andava macchiandosi di sangue. Nei giorni successivi si penso di trasportare il quadro alla chiesa parrocchiale di San Gallo, ma per ben tre volte la reliquia fece ritorno al suo luogo di origine. Dai fedeli venne subito realizzata una piccola cappella, adiacente alla “Stanza del Miracolo”, che si trovava al primo piano dell’abitazione.

Successivamente iniziarono i lavori di costruzione del nuovo Santuario, tuttora in uso. La prima pietra è stata posata il 28 maggio del 1765 e i lavori terminati nel 1782. Negli anni ’80 si è eseguito il restauro interno degli stucchi e delle decorazioni su pareti e soffitti, oltre a qualche lavoro di manutenzione sulla copertura e la pavimentazione dei camminamenti esterni. Il Santuario conserva anche numerosi ex voto, grazie ricevute dai fedeli nel corso di centinaia di anni.

Tra il 2014 e il 2015 il Santuario si è ulteriormente arricchito sotto l’aspetto religioso, con l’ottenimento di due preziose reliquie di primo grado dei Santi Francesco e Chiara d’Assisi. Entrambe costituite da un lembo del saio, sono custodite in due reliquiari con apposito sigillo e bolla di autenticazione rilasciata dal Convento delle Clarisse di Assisi.

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