risposta entro maggio

La rigenerazione urbana di via Ghislandi candidata per un finanziamento ministeriale

L'amministrazione ha presentato il progetto, che trasformerà la via in un'infrastruttura verde, al programma per ricevere 1 milione e 300 mila euro

La rigenerazione urbana di via Ghislandi candidata per un finanziamento ministeriale

Il progetto di rigenerazione urbana di via Ghislandi, in Borgo Palazzo, è candidato al programma di finanziamento del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, un intervento strategico inserito nel Climate City Contract e orientato alla transizione ecologica e alla neutralità climatica entro il 2030.

L’amministrazione ha approvato la scheda di sintesi e la documentazione progettuale necessaria per candidare l’intervento al programma di finanziamento, per la cifra di 1 milione e 300 mila euro. Entro fine maggio, arriverà la risposta del ministero.

Come cambierà via Ghislandi: il progetto

L’intervento in via Ghislandi, nel tratto tra via San Fermo e via Noli, rappresenta un progetto di rigenerazione urbana adattiva: l’obiettivo è trasformare una delle principali arterie di accesso alla città in una vera e propria infrastruttura verde multifunzionale.

Il progetto, di fatto, prevede un cambio di paradigma: da strada progettata per il rapido deflusso del traffico, a uno spazio urbano capace di assorbire, mitigare e gestire gli effetti del clima, attraverso soluzioni innovative. Tra queste, vi sono sistemi di drenaggio urbano sostenibile, superfici permeabili e nuove alberature.

Questi elementi, inoltre, contribuiranno a ridurre il carico sulla rete fognaria, favorire la ricarica delle acque e contrastare l’effetto “isola di calore” urbana. La nuova promenade è concepita come uno spazio pedonale continuo, permeabile e alberato. Dal punto di vista della mobilità, verrà invece ridisegnata la carreggiata, che resta a doppio senso, orientata però alla moderazione del traffico e alla promozione della mobilità dolce: è infatti prevista la realizzazione anche di un percorso ciclopedonale.

La documentazione progettuale quantifica, in via preliminare, uno sviluppo lineare dell’intervento di circa 280 metri, con cinquanta nuovi alberi, circa 710 mq di aree verdi e circa 1.425 mq di pavimentazioni drenanti. I parcheggi verranno trasferiti in altre due aree limitrofe: l’ex centrale del latte, di proprietà di A2A, che conterrà circa quaranta posti (accesso da via Codussi) e il parcheggio pubblico del nuovo condominio di via Noli, per altri quaranta posti.

Per quanto riguarda l’illuminazione, l’intervento prevede l’adeguamento tecnologico dei venti punti luce esistenti lungo via Ghislandi, con sostituzione dei moduli Led e l’introduzione di un sistema di regolazione intelligente che adatta l’illuminazione al traffico. Per la definizione della proposta di progetto, fanno sapere da Palafrizzoni, è stato attivato un gruppo di lavoro pluridisciplinare tra diversi assessorati, con il supporto di professionalità esterne, ed è previsto il coinvolgimento delle Reti di quartiere e degli operatori della mobilità.

Supporto dell’Agenzia Spaziale Europea

«Grazie al progetto Mafis dell’Agenzia Spaziale Europea, abbiamo individuato dal satellite le isole di calore presenti in città. Via Ghislandi rappresenta una di queste. Interamente asfaltata e priva di verde, via Ghislandi è attualmente un’arteria totalmente invasa da auto in sosta e da auto che viaggiano anche a velocità elevata – dichiara l’assessore alla Transizione ecologica, ambiente e verde Oriana Ruzzini -. Rigenerare la via con un intervento ambientale vuol dire restituire qualità allo spazio urbano, valore all’ abitato, vivibilità e salute ai residenti di oggi e di domani. Delocalizzando i parcheggi in strutture adiacenti abbiamo l’opportunità di trasformare l’isola di calore in un rifugio climatico lineare: depavimentiamo aree per introdurre alberi, biodiversità, e per privilegiare la ciclopedonabilità. In questo modo si abbatte la Co2 ma anche la temperatura, oltre a valorizzare il drenaggio idrico. Un progetto coerente con una visione di città meno autocentrica, per migliorare la sicurezza stradale, la qualità della vita delle persone e portare più natura in città».