Un'altra battaglia

Dopo Montello, pure Calcinate: sindaci compatti per il “no” a un nuovo impianto di smaltimento dei rifiuti

Diversi primi cittadini del territorio si oppongono alla costruzione di una "discarica": «Il territorio è già saturo»

Dopo Montello, pure Calcinate: sindaci compatti per il “no” a un nuovo impianto di smaltimento dei rifiuti

di Valeria Della Monica

Il territorio bergamasco si trova nuovamente al centro di una delicata partita ambientale che vede scontrarsi le esigenze di smaltimento rifiuti e la tutela della salute pubblica. Da un lato il caso di Calcinate, dove un progetto emerso nel silenzio ha scatenato la rivolta dei sindaci dei Comuni vicini; dall’altro la complessa situazione di Montello, tra tensioni politiche e l’attesa della quarta
Conferenza dei servizi.

«Nessuno sapeva nulla», la protesta dei nove Comuni

La notizia del progetto per un nuovo impianto di smaltimento a Calcinate, nei pressi della rotonda per Cassinone (al confine con Seriate), è arrivata inaspettata, scatenando una reazione immediata e compatta. Come riportato da Roberto Scarpellini, sindaco di Bagnatica, il fronte del “no” è granitico e vede coinvolti nove comuni: Calcinate, Bagnatica, Bolgare, Cavernago, Costa di Mezzate, Ghisalba, Mornico al Serio, Palosco e Seriate.

«Non si tratta di un inceneritore – precisa Scarpellini -, ma di una discarica di rifiuti, pericolosi e non, con una cella specifica per il deposito di amianto». La preoccupazione principale dei primi cittadini, oltre alla natura dei rifiuti, riguarda la totale mancanza di condivisione: «Nessuno sapeva nulla», denunciano i sindaci nel loro comunicato, sottolineando come il territorio sia stato tenuto all’oscuro di una scelta così impattante. Il privato coinvolto è una ditta bresciana con proprietà riconducibile a soggetti residenti a Roma.

Nel comunicato stampa diffuso ieri (15 aprile), le amministrazioni hanno ribadito una posizione netta: «Siamo contrari sulla base di ragioni oggettive: il territorio è già saturo». L’area ha già dato molto in termini ambientali, tra attività estrattive che hanno consumato chilometri di suolo agricolo, discariche esistenti, cementifici e il peso logistico dell’aeroporto. Per fare fronte a questa situazione, sono stati già consegnati i 153 fascicoli del progetto a un gruppo di tecnici specializzati, incaricati di spulciare ogni carta del progetto presentato dalla ditta bresciana. Il timore è che questo nuovo impianto rappresenti il colpo di grazia per una zona già profondamente segnata.

Montello: crisi politica e l’attesa per la decisione regionale

A pochi chilometri di distanza, la situazione nel Comune di Montello rimane critica. Il paese sta attraversando un periodo di forte tensione nella vita cittadina, culminato con le dimissioni della sindaca. In questo clima di incertezza, si attende ora la quarta Conferenza dei servizi per l’impianto della Montello Spa. La questione è stata oggetto di un’interrogazione regionale del Movimento 5 Stelle, che ha chiesto chiarimenti sulle persistenti molestie olfattive. La risposta della Regione ha confermato che, nonostante alcuni interventi parziali, i lavori strutturali più importanti sono stati prorogati fino al maggio 2026.

Comuni uniti per la salvaguardia del territorio

L’unione dei nove sindaci contro la discarica di Calcinate segna un punto di svolta. La richiesta è chiara: il territorio non può più accettare carichi ambientali senza una pianificazione trasparente. La battaglia legale e tecnica è solo all’inizio, ma il messaggio che arriva dalla Bergamasca è univoco: la tutela della salute dei cittadini deve tornare al centro delle decisioni istituzionali.