Il 7-1 di domenica a Milano non è certo la prima scoppola

Il 7-1 di domenica a Milano non è certo la prima scoppola
14 Marzo 2017 ore 09:34

C’è una costante che accomuna le stagioni dell’Atalanta dal ritorno dei Percassi al timone nel 2010: ogni anno, almeno una o due volte, sono arrivati risultati negativamente roboanti. L’anno scorso, addirittura, fu la striscia senza vittorie (14 giornate) ad essere storica e nonostante questo le stagioni si sono sempre risolte in modo positivo. Abbiamo scritto, a più riprese, che il campionato dei ragazzi di Gasperini è assolutamente unico ma proprio per il numero di record e il livello dei risultati raggiunti è quasi “normale” trovarsi anche a commentare una sconfitta di proporzioni storiche.

 

1) Stagione 2010/2011, campionato di Serie B: Piacenza ed Empoli

Nel torneo vinto da Colantuono con tanto promozione in Serie A senza nessun avversario degno di questo nome, la Dea incappò in almeno due sconfitte da incubo. La prima arrivò allo stadio Garilli di Piacenza: dopo essere andati in vantaggio per 2-0 grazie a Tiribocchi e Doni (reti tra il 25’ e il 29’) l’Atalanta riuscì nell’incredibile impresa di prendere tre reti dopo il riposo, tra il 51’ e il 78’, gettando alle ortiche una grande occasione. Ad Empoli, nemmeno un mese dopo, ecco un’altra sconfitta netta per 3-0 con il direttore generale Spagnolo unico a presentarsi davanti ai microfoni.

 

2) Stagione 2011/2012, campionato di Serie A: Gubbio fatale in coppa

Nella stagione del – 6, quindi con un carico di tensione e di adrenalina difficilmente paragonabile a qualsiasi altra stagione della storia nerazzurra, l’inciampo più incredibile arrivò all’alba della stagione contro il Gubbio in Coppa Italia. Nel turno giocato a Bergamo il 21 agosto contro una squadra di Lega Pro, i 3.556 spettatori presenti furono testimoni di una sconfitta maturata nonostante le tre reti di Moralez, Tiribocchi e Gabbiadini: un’autorete di Padoin e poi i gol di Giannetti (doppietta) e di Raggio Garibaldi a tre minuti dallo scadere, regalarono alla formazione di Pecchia una qualificazione che per la Dea ebbe i contorni della disfatta.

 

3) Stagione 2012/2013, campionato di Serie A: cinquina del Torino a Bergamo

Altro campionato, altra salvezza tranquilla e altro colpo allo stomaco. La squadra che in aprile riuscì a battere l’Inter per 4-3 in trasferta, a settembre dell’anno prima uscì tra gli applausi del proprio pubblico dopo una batosta subita dal Torino per 5-1. Quel giorno, dopo il vantaggio firmato Denis e altre grandi occasioni (un palo per l’argentino), il cielo sopra Bergamo venne completamente ribaltato dalla cinquina granata firmata (udite udite) da: Bianchi (doppietta), Gazzi, Stevanovic e D’Ambrosio.

 

4) Stagione 2013/2014, campionato di Serie A: incubo Parma, in casa e fuori

Il defunto Parma di Donadoni e Ghirardi, prima di chiudere il campionato al sesto posto regalò ben due partite altamente negative ai tifosi nerazzurri. Nella sfida di andata, la Dea subì un pesante 4-3 esterno con le reti dei ducali arrivate in rapida sequenza tra il 19’ e il 40’: Mesbah, Parolo (doppietta) e Rosi schiantarono la formazione in maglia giallonera (terza divisa della stagione) con Bonaventura, Denis e Livaja ad addolcire la pillola. Nel ritorno, le cose andarono pure peggio: Molinaro aprì le marcature, l’ex Schelotto le chiuse (autogol di Benalouane e rete di Cassano a completare il tabellino) per una sfida incredibile.

 

5) Stagione 2014/2015, campionato di Serie A: Verona e Genoa da incubo

È l’annata forse meno clamorosa per le sconfitte subite, ma l’1-0 preso a Verona dalla meteora Saviola (Colantuono in panchina) e il 4-1 beccato a Bergamo dallo splendido Genoa di Gasperini (con Reja in panchina) pesarono forse meno dell’incredibile pareggio per 0-0 ottenuto sul campo del derelitto Parma (erano i giorni del Tribunale, della proprietà Manenti e del fallimento praticamente certo) nel giorno dell’esordio in panchina proprio di Edy Reja.

 

6) Stagione 2015/2016, campionato di Serie A: 14 gare senza vittoria

Nella stagione scorsa, non è stata qualche sconfitta clamorosa a fiaccare l’umore della tifoseria, ma un filotto di ben 14 gare senza vittorie che ha spaccato ogni sogno europeo che prima di Natale iniziava a circolare. Dal 13 dicembre 2015 (Chievo-Atalanta 1-0) al 13 marzo 2016 (Lazio-Atalanta 2-0), la squadra del tecnico goriziano passò ben tre mesi alla disperata ricerca di una vittoria scacciapensieri raggranellando la miseria di sei pareggi e otto sconfitte. La luce venne riaccesa il 20 marzo a Bergamo contro il Bologna. Quel giorno il primo gol lo segnò il Papu Gomez.

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