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Il personaggio

A Genova senza Djimsiti, che con 2.690′ minuti giocati è il più schierato dell’Atalanta

Il suo nome non si fa quasi mai, ma in due anni il ragazzo albanese è diventato una pedina imprescindibile per il Gasp. A Bergamo sta benissimo e in campo regala sempre grandi prestazioni

A Genova senza Djimsiti, che con 2.690′ minuti giocati è il più schierato dell’Atalanta
Atalanta 26 Febbraio 2021 ore 23:26

di Fabio Gennari

Il cartellino giallo subito settimana scorsa contro il Napoli costringerà Gasperini a mandare in campo un’Atalanta senza il giocatore finora più presente in partite ufficiali: Berat Djimsiti. Il numero 19 albanese in Champions League con il Real Madrid ha raggiunto quota trenta presenze stagionali in 34 partite, ma a livello di minutaggio nessuno ha i suoi numeri, dato che siamo a quasi 2.700′ minuti.

Contro la Sampdoria toccherà probabilmente a Palomino sul centrosinistra della difesa (Toloi e Romero gli altri due difensori) e per Djimisti la squalifica è stato quasi meglio ripulirla subito visto che tra due gare c’è l’Inter. Allora è giusto osservare per bene la difesa senza questo ragazzo, di cui si parla sempre davvero troppo poco. Berat Djimsiti è l’unico del pacchetto arretrato nerazzurro che può giocare indifferentemente a destra, in mezzo o a sinistra e ha doti veramente importanti.

I tempi di Avellino e Benevento, classica gavetta che quasi tutti i giocatori fanno prima di giocare in pianta stabile con l’Atalanta, sono ormai lontani. Pilastro della sua Nazionale e allenato da Edy Reja, Djimsiti è cresciuto tantissimo negli ultimi due anni. In campo ma anche fuori. Dallo scorso settembre l’ex Zurigo e la moglie Alisa sono genitori del piccolo Lion Aron, a Bergamo la famiglia Djimsiti sta benissimo e anche sul mercato, incredibilmente, il suo nome non gira mai.

Parliamo di un ragazzo che oltre a saper difendere in modo molto arcigno ha la capacità di inserirsi in avanti e di andare alla ricerca del gol, roba che in Premier League dovrebbe esserci la fila per accaparrarselo e invece, per fortuna della Dea, Sartori lo ha scovato e Gasperini lo ha fatto diventare un grandissimo difensore. Partita dopo partita, anche lui sta entrando nel gruppo dei “leader silenziosi” e non è un caso che insieme a Freuler, de Roon, Gosens, Hateboer e spesso Pasalic questi ragazzi formino un gruppo davvero affiatato.

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