La polemica

Agnelli, l’Atalanta e i meriti sul campo: dichiarazioni gravissime e inopportune

Incredibile presa di posizione del presidente juventino "contro" la partecipazione della Dea alla Champions League

Agnelli, l’Atalanta e i meriti sul campo: dichiarazioni gravissime e inopportune
05 Marzo 2020 ore 16:34

di Fabio Gennari

Inaccettabili. Gravi. Offensive. Irrispettose. Il presidente della Juventus Andrea Agnelli, all’FT Business of Football Summit di Londra, ha rilasciato dichiarazioni molto pesanti sull’Atalanta e sulla partecipazione alla Champions League dei nerazzurri. Parole forti, concetti davvero difficili anche solo da commentare.

«Ho grande rispetto – ha detto il numero uno bianconero – per quello che sta facendo l’Atalanta, ma senza storia internazionale e con una grande prestazione sportiva ha avuto accesso diretto alla massima competizione europea per club. È giusto o no? Poi penso alla Roma, che ha contribuito negli ultimi anni a mantenere il ranking dell’Italia, ha avuto una brutta stagione ed è fuori, con quello che ne consegue a livello economico. Bisogna anche proteggere gli investimenti e i costi. L’Atalanta quindi avrà meno possibilità di giocare ad alti livelli? Non ho la risposta, si tratta di mettere in campo un processo trasparente per questa decisione».

Secondo questo singolare punto di vista, il concetto di competizione viene completamente stravolto a favore di chi invece vorrebbe un circolo chiuso, una sorta di circo pallonaro dove il “consumatore” entra e paga il biglietto per vedere uno spettacolo. Il particolare che sfugge al numero uno della Juventus è che la passione di chi segue il calcio è molto più ampia della semplice logica di profitto di chi vede questo mondo solamente come un business e poco più. Dentro al termine “competizione” ci sono una serie di regole che tutti dovrebbero rispettare nella stessa maniera e che invece spesso vengono calpestate in nome di chissà quale giustificazione.

Forse provoca fastidio che una società gestita in modo magistrale e con i bilanci a posto si stia giocando l’accesso nel club delle migliori otto squadre del mondo? È preoccupante per i “Signori del Pallone” che arrivi la piccola Atalanta a spaccare le logiche per cui è giusto indebitarsi fino al collo pur di arrivare lontano fermandosi spesso prima del traguardo? L’Atalanta è in Champions League perché sul campo si è meritata il terzo posto, mentre la Roma ha partecipato all’Europa League perché è arrivata dietro. Ci sono le regole, le hanno definite prima di partire e tutti ne erano consapevoli.

L’Atalanta, tra l’altro, non è al primo anno buono che fa, ormai sta vivendo una “bolla sportiva” positiva da almeno quattro stagioni. Domenica dopo domenica, i nerazzurri stupiscono tutti, nel 2016/2017 il quarto posto non è bastato per entrare in Champions League mentre l’anno scorso la squadra orobica ci è arrivata grazie al terzo posto che ormai da qualche anno permette di disputare la Champions senza preliminari. Le dichiarazioni del numero uno juventino sono di una gravità e di una miopia incredibili, come se per godersi i migliori palcoscenici d’Europa siano necessari storia e investimenti: se qualcuno, sul campo, sarà meglio dell’Atalanta non avremo problemi a giocarci l’Europa League. Ma lo deciderà il campo, non chi sta dietro a una scrivania pensando di muovere il mondo del calcio come se fosse composto da pedine del Subbuteo.

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