Atalanta

Videoteca dei grandi ex passati alla Festa della Dea

Videoteca dei grandi ex passati alla Festa della Dea
Atalanta 09 Luglio 2016 ore 10:34

Sul palco della Festa, ogni sera, sono sempre sfilati i giocatori di ieri, di oggi e di domani. Era una delle poche occasioni extracampo in cui i tifosi potevano vedere da vicino e quasi toccare i propri beniamini e i decibel dell’affetto sono spesso arrivati ai massimi livelli. Sul palco si sono alternati miti come Stromberg, Caniggia, Evair, la squadra che ha vinto la Coppa Italia del 1963 e ancora Bertuzzo, Inzaghi, Morfeo, Zampagna, Gallo, Sgrò e tantissimi altri.

 

 

Nelle varie edizioni della Festa della Dea, tra il giovedì e il sabato ci sono sempre stati anche i giocatori che si preparavano al ritiro. Alcune volte è toccato a difensori, centrocampisti e attaccanti in giorni prestabiliti, altre edizioni hanno visto volti nuovi e giocatori già in organico salutare il pubblico e in generale il copione non è mai cambiato. Il contenuto degli interventi in molti casi non è stato particolare né ha colpito, ma è significativo che spesso un nuovo acquisto salutasse prima il pubblico  della Festa della Dea e poi i giornalisti in conferenza stampa.

 

 

 

La presenza dei giocatori alla Festa della Dea non è mai stato solo un regalo degli organizzatori al pubblico. Soprattutto per i giocatori del presente, lo scambio emozionale è servito molto ai giocatori che poi durante l’anno sono scesi in campo per fare il pieno di adrenalina. Ed anche pensando ai ragazzi più giovani che giocano nel settore giovanile, è semplice immaginare quando possano dare circa 10.000 persone festanti che cantano l’Atalanta.

 

 

 

Stromberg ha sempre parlato con grande autorevolezza, Inzaghi ha ricordato con trasporto il suo anno da cannoniere e tutti gli ex che in qualche modo sono rimasti attaccati alla passione per la Dea sono scesi dal palco visibilmente emozionati. Pizzaballa, Cometti e tutti quelli più anziani hanno ammirato un popolo che conoscono da una vita, qualcuno ha anche ricordato come ai propri tempi sarebbe stato bellissimo vedere una manifestazione di quel tipo e la nostalgia (soprattutto quando sul palco arrivò anche la mitica Coppa Italia del 1963) ha rapito tutti.

 

 

Negli ultimi anni ci sono stati anche dei video che hanno aiutato il Bocia, presentatore delle serate, a completare l’album dei ricordi: c’è stata la possibilità di ricordare Pisani e Morosini, sono andati in scena tributi a Favini, Mondonico, alla squadra del 1963 e alle splendide cavalcate europee come quella in Coppa delle Coppe chiusa con il Malines il 20 aprile 1988.

 

 

 

Su quel palco i tifosi hanno anche visto Cristiano Doni nei giorni dello scoppio dello scandalo Calcioscommesse, hanno applaudito Bellini che attendeva la sentenza (assolto con formula piena) per una presunta combine con il Livorno ed è anche successo di salutare giocatori che con grande onestà confermarono che una cessione ci sarebbe potuta essere di lì a poco. Bonaventura docet. Lo stesso abbraccio è arrivato anche per gli allenatori (solitamente al lunedì sera) che avevano il compito di guidare l’Atalanta: Colantuono, Gregucci, Delio Rossi, Del Neri e Reja, ma anche il grande ex Mondonico hanno toccato con mano cosa significa la Festa della Dea per  tutti i suoi appassionati.

 

 

 

Ogni volta, i ragazzi della Nord si inventavano nuovi modi per portare giocatori, allenatori e dirigenti sul palco: domani ricorderemo gli incredibili mezzi utilizzati, ma c’è un concetto che accomuna tutti gli ex protagonisti di campo che sono passati a salutare. Che siano arrivati da Bergamo o dalla lontana Danimarca (come Nielsen, centrocampista danese classe 1934), ci sono stati perché nessuno come i tifosi dell’Atalanta è stato in grado di far vivere certe emozioni anche a distanza di tanto tempo. «Una festa così, non c’è da nessuna parte nel mondo» hanno ripetuto in diversi e in diverse edizioni. Come sempre, le immagini e i video valgono più di mille parole ed è francamente difficile dare torto a chi su quel palco ha vissuto il grande abbraccio della gente dell’Atalanta.

 

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