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Marino Lazzarini, 6000 Amici e 74 club innamorati della Dea

Marino Lazzarini, 6000 Amici e 74 club innamorati della Dea
Atalanta 17 Novembre 2014 ore 11:27

«Può succedere qualsiasi cosa, puoi avere la delusione più grande, può andar tutto male. Ma alla fine torni sempre lì, al Comunale, per seguire l’Atalanta. E’ un grande, grandissimo amore. Quel sentimento così forte che nella domenica in cui la Nazionale ferma il campionato ti fa sorgere spontanea una domanda: bene, come passo la giornata?»

Marino Lazzarini è un imprenditore molto impegnato, gli chiediamo un’intervista per parlare di Atalanta il suo «Va bene, certamente» è quasi automatico. Arriva il sabato mattina, un paio di disguidi fanno slittare la chiacchierata all’alba del week-end quando il numero uno della “Lazzarini dolciumi” è presissimo dal lavoro. «Tre minuti e la richiamo io», l’ultimo contatto prima di quello ufficiale. Mezz’ora più tardi ecco lo squillo giusto: «Mi scusi, c’è tanto lavoro ma ora mi sono spostato e possiamo parlare di Atalanta. Mi dica tutto».

Il presidente del Centro di Coordinamento Club Amici dell’Atalanta è fatto così, non nega mai due battute sulla Dea e basta rileggere il suo modo di essere tifoso per capire come in quell’uomo minuto, dalla voce sottile e dai modi di fare sempre gentili bruci in realtà una passione, semplicemente, incredibile. «E’ un grande, grandissimo amore» dice dall’altra parte della cornetta. E la discussione scorre via veloce, oltre venti minuti intrisi di passione.

Signor Lazzarini, partiamo dai numeri: quanti sono i Club Amici dell’Atalanta? «Siamo arrivati a quota 74 clubs, sono sparsi un po’ in tutta la provincia, ma ce ne sono anche all’estero: Perù, Spagna, Stati Uniti, India e Cina hanno dei rappresentanti. Più o meno siamo a quota 6000 iscritti, sono numeri importanti e nascono da lontano, erano gli anni ‘60. Siamo accomunati dalla passione per l’Atalanta, il calcio è cambiato ma l’amore non passa mai».

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I Club Amici si associano spesso alle cene del martedì con ospiti i giocatori della prima squadra e con la Camminata Nerazzurra. Però ci sono anche volontari impegnati allo stadio e in tante altre occasioni. «È vero, gli appuntamenti settimanali a cena nei vari Club con i giocatori sono conosciuti così come la Camminata Nerazzurra è ormai un appuntamento fisso per migliaia di tifosi: negli anni, grazie alla generosità della gente, abbiamo raccolto quasi 400.000 euro. Ci tengo a sottolineare però che noi siamo sempre a disposizione per tutti coloro che organizzano eventi targati Atalanta: allo stadio ogni domenica ci sono 50-60 addetti volontari dei Club Amici, quando ci sono raccolte fondi noi cerchiamo di aiutare la Curva come fatto recentemente per la Liguria e, quando la società chiama, noi ci siamo. Per la Santa Lucia Nerazzurra 5-6 volontari saranno a OrioCenter per dare supporto. In totale il Centro di Coordinamento Club Amici dell’Atalanta ha circa 100 volontari, alla Camminata ne portiamo oltre 200 visto l’impegno e i risultati sono ottimi».

Signor Lazzarini, con 74 clubs e circa 6000 iscritti secondo lei come mai non si riesce ad avere grande seguito in trasferta? «Sono convinto che ci siano tanti fattori che incidono su questa situazione. Nonostante la presenza di alcune realtà che si impegnano nell’organizzazione, è diventato troppo complicato acquistare i biglietti. Ci sono circuiti diversi, la Tessera del Tifoso a volte non risulta censita e se non ci si trova di fronte a Questure disponibili come quelle, ad esempio, di Torino e Reggio Emilia diventa complicato comprare il biglietto. In più, come se non bastasse, il giorno della partita non si può decidere di andare allo stadio. Non dimentichiamo poi che ci sono problemi di prezzi: una famiglia che vuole andare allo Juventus Stadium, ad esempio, paga 40 euro di biglietto nel settore ospiti. A testa. Più il costo del bus, più il vitto. E in tanti altri stadi la situazione è simile. Servirebbero prezzi più bassi e soluzioni diverse, con questa realtà purtroppo credo sia molto difficile fare di più».

Qualcuno parla anche di prestazioni scadenti da parte della squadra, come vede lei la stagione dell’Atalanta? «Sono profondamente convinto che non si debba mai perdere di vista quello che è il vero obiettivo dell’Atalanta: la salvezza. In una stagione ci sono tanti momenti, l’anno scorso nel periodo delle 6 vittorie consecutive magari la percezione è stata diversa e si poteva sognare in grande però questo, da una parte, deve dare emozioni e far sperare a tutti di poter ritornare a vivere qualcosa di grande, dall’altra tuttavia non deve illudere e far pensare che l’Atalanta possa giocarsi la serie A senza lottare e far fatica per ottenere, prima di tutto, la permanenza nella categoria».

Marino Lazzarini, presidente dei Club Amici dell’Atalanta, chiudiamo con un pensiero per il futuro: ce l’ha un sogno? “Facile, facilissimo. Senza mai perdere di vista la nostra realtà, il mio sogno è quello di poter tornare ad organizzare, un giorno non troppo lontano, una trasferta in Europa al seguito dell’Atalanta. Lo spero davvero, con tutto il cuore”. E c’è da crederci. Perché chi sogna l’Europa è lo stesso che pensando alla Dea dice con il cuore aperto che “può succedere qualsiasi cosa, puoi avere la delusione più grande, può andar tutto male. Ma alla fine torni sempre lì, al Comunale, per seguire l’Atalanta. E’ un grande, grandissimo amore. Quel sentimento così forte che nella domenica in cui la Nazionale ferma il campionato ti fa sorgere spontanea una domanda: bene, come passo la giornata?”

 

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