Con Arana il mercato è fatto? Sì, a meno che Musa Barrow…

Con Arana il mercato è fatto? Sì, a meno che Musa Barrow…
28 Agosto 2019 ore 09:06

Con l’arrivo di Arana dal Siviglia il mercato della Dea è finito? La domanda che si fanno un po’ tutti dal pomeriggio di ieri, martedì, quando si è diffusa la notizia dell’arrivo a Bergamo dell’esterno brasiliano Guillherme Arana dal Siviglia è questa. Dopo Muriel, Malinovskyi, Skrtel e Arana cosa può succedere ancora in seno al gruppo della Dea? Ci sono margini per ulteriori manovre? Proviamo ad analizzare assieme la situazione con la consapevolezza che le vie del mercato sono infinite.

 

 

Le soluzioni a disposizione. Nello scacchiere orobico mancava un esterno mancino e l’Atalanta ha deciso di puntare forte sul laterale del Siviglia acquistato nel gennaio 2018 per undici milioni di euro. Se il Siviglia, non il Borgo Medelles, decide di investire una cifra simile su un ragazzo del 1997 che in patria ha già giocato una sessantina di partite con il Corithians evidentemente non siamo di fronte ad un brocco. Di sicuro avrà bisogno di tempo, come capita a tutti i giocatori che arrivano alla corte del Gasp, ma le cifre dell’operazione e la prospettiva di crescita sono perfettamente in linea con la filosofia della Dea. In difesa con Toloi, Masiello, Djimsiti, Palomino, Skrtel e Ibanez il pacchetto è completo, sugli esterni anche e in mezzo possono muoversi de Roon, Freuler, Pasalic e Malinovskyi: un reparto assortito con caratteristiche diverse e molto modulare. Nessuno è il vice di nessuno. Davanti ci sono Zapata, Muriel, Gomez e Ilicic più eventualmente Malinovskyi e Pasalic e senza contare Barrow di cui parliamo più avanti. Numericamente e qualitativamente la rosa è migliore dell’anno scorso e, probabilmente, è la più forte di sempre.

 

Gli esuberi e i giovani. Dei giocatori in esubero, manca soltanto Valzania da piazzare. Ieri in giornata l’esterno polacco Reca è arrivato a Ferrara per firmare con la Spal, stesso discorso per Varnier a Pisa, con Pessina a Verona che ha seguito lo stesso percorso lunedì: si tratta di tre giocatori che restano sotto il controllo dei nerazzurri e avranno la possibilità di giocare con continuità e mettersi in mostra. Dicevamo di Valzania, il centrocampista di rientro da Frosinone non si sta allenando in gruppo e prima della scadenza dei termini delle trattative una soluzione sarà trovata. Qualcuno negli ultimi giorni ha posto la questione dei giovani che non vengono più tenuti in considerazione da Gasperini. Il livello raggiunto dalla squadra e i grandi impegni che ci attendono non permettono di mettere 4-5 ragazzi della Primavera subito con il gruppo dei grandi. Serve esperienza e la Dea, storicamente, prima li manda a giocare e poi valuta. Se non ce ne sono di rientro dai vari prestiti significa che nessuno di quelli usciti dal settore negli ultimi 2-3 anni è pronto per il salto nella nuova dimensione della Dea del Gasp.

 

 

La situazione di Barrow. Il mercato della Dea può ritenersi quasi chiuso al netto della situazione Barrow. Il ragazzo preme per andare a giocare, l’Atalanta valuta solo soluzioni in prestito come per gli altri elementi già citati, ma una partenza del gambiano è legata alla possibilità di trovare un sostituto che possa coprire la casella che si libera in rosa. Non è affatto semplice, il nuovo arrivo non potrà essere un extracomunitario visto che la casella libera sarà occupata da Arana e quindi vediamo come può evolvere la situazione.
A scanso di equivoci, lo diciamo subito: la Dea non ha bisogno e non cerca un altro giocatore del livello dei quattro grandi elementi che già popolano l’attacco (più Malinovskyi e Pasalic sono in 6 per 3 posti), ma una soluzione che permetta di portare in gruppo un elemento in grado di dare davvero qualcosa in più. Come detto, le vie del mercato sono infinite, ma in questo momento la linea è questa e non pare affatto male: l’Atalanta è una squadra fortissima!

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