Atalanta-Club Brugge, è notte di Champions: non serve un'impresa, basterà la miglior Dea
Grande attesa per la sfida di questa sera (18 febbraio) contro i belgi, avversario ostico ma che la squadra nerazzurra può superare facendo la sua partita

di Fabio Gennari
Una gara difficile, soprattutto per il risultato dell'andata. Una sfida complicata, perché l'avversario è ostico anche se non imbattibile. Novanta minuti, magari anche di più, in cui l'Atalanta ha un solo vero obiettivo: fare l'Atalanta. Perché non c'è dubbio che la miglior versione della Dea sia superiore ai nerazzurri delle Fiandre. Però sono notti di Champions League e le insidie, così come gli imprevisti, sono dietro l'angolo. Quindi bisogna giocare bene, fare quello che si è studiato e vincere. Bisogna vincere.
I numeri, le statistiche, quanto è stato fatto nel passato sono solo il condimento di una pietanza che si chiama successo. Per andare avanti negli scontri andata e ritorno delle coppe, soprattutto da quando il gol in trasferta non conta più doppio, è necessario vincere almeno una delle due partite. Quindi a questo deve puntare l'Atalanta.
La squadra - lo sappiamo bene, inutile ripeterlo ogni volta - non è al massimo della propria condizione, ma recupera Kolasinac e uno come Lookman, che a questi livelli (Dublino insegna) decide. Incide. Determina.
La presenza di Kolasinac è preziosissima, peccato per l'infortunio di Hien, ma un altro alleato della serata potrebbero essere soli i 47 minuti complessivi giocati sabato dai quattro titolari di centrocampo: Bellanova, de Roon, Ederson e Zappacosta non sono scesi in campo da titolari contro il Cagliari e stasera sono chiamati a essere decisivi. Al pari di De Ketelaere e Retegui, o del solito Pasalic. Di tutta Bergamo. Lo stadio non sarà esaurito, ma spingerà la squadra. La voglia di andare avanti è assoluta e dopo il turnover con il Cagliari ci sono un sacco di buoni motivi in più per farlo. Forza Atalanta!