Foto di Atalanta.it
Si assegna già oggi, mercoledì 9 settembre, il primo trofeo della nuova stagione per il settore giovanile. Alle ore 18, all’Arena Civica Gianni Brera di Milano, l’Atalanta Primavera di Giovanni Bosi scenderà in campo per la finale di Supercoppa Primavera 2026/27, contro una Fiorentina che si presenta all’appuntamento da campione d’Italia. Come comunicato dalla Lega Serie A, l’ingresso per il pubblico sarà gratuito mentre la diretta televisiva sarà su Sportitalia.
Quattro mesi dopo
I nerazzurri arrivano a questa sfida forti del trionfo conquistato lo scorso 29 aprile, sempre all’Arena Civica, quando avevano alzato la Coppa Italia Primavera battendo la Juventus ai calci di rigore, al termine di una finale rimasta impressa nella memoria di tutto l’ambiente bergamasco.

Sotto 1-0 dal 27′ per il gol di Rizzo, l’Atalanta aveva trovato il pareggio soltanto al 94′ con un colpo di testa di Isoa su cross di Camara, prima di imporsi dagli undici metri grazie alle trasformazioni di Mouisse, Gasparello, Baldo e Ruiz e alle due parate decisive di Anelli, autentico eroe della serata.
Un successo che aveva permesso all’Atalanta di conquistare per la quarta volta nella propria storia il trofeo, ventitré anni dopo l’ultima affermazione, e che è valso anche il pass per la finale di Supercoppa.
Un classico
Quella di oggi sarà, per l’Atalanta, la quarta partecipazione alla Supercoppa Primavera, competizione nata nel 2004. Dopo la sfortunata prima esperienza, con il ko ai rigori contro la Sampdoria nel 2008, sono arrivati due successi consecutivi, nel 2019 e nel 2020, quando le due finali si erano disputate entrambe allo stadio di Bergamo.

In entrambe le occasioni l’avversario era stata proprio la Fiorentina, superata 2-1 la prima volta e 3-1 l’anno successivo. Quella di stasera sarà dunque la terza sfida nella storia tra le due squadre in una finale di Supercoppa.
Le parole di Bosi
Alla vigilia della gara, il tecnico nerazzurro Bosi ha presentato la sfida ai microfoni del club partendo dalla fisionomia del suo gruppo, profondamente rinnovato rispetto alla scorsa stagione: «Questa è una Primavera giovane, con tanti ragazzi interessanti. Ci vorrà sicuramente un po’ di tempo perché maturino sempre di più, però le caratteristiche sono sempre quelle dei giocatori dell’Atalanta: sono ragazzi che hanno passione, coraggio e voglia di migliorare».
Sul ricordo della vittoria in Coppa Italia, Bosi non ha nascosto l’emozione: «Indubbiamente abbiamo vissuto un pomeriggio e una serata magici, è stata un’emozione bellissima, anche perché è stata una partita molto particolare con tante emozioni nel finale. Ricordo volentieri la gioia dei ragazzi, di tutto lo staff, e mi piace pensare anche al nostro magazziniere che purtroppo poi è mancato, ma che quel giorno è riuscito a vivere questa giornata bella».
Guardando alla sfida di oggi, il tecnico ha sottolineato il valore dell’avversario: «Ci giochiamo un titolo contro la Fiorentina, che da tanti anni è uno dei settori giovanili migliori. L’anno scorso per me ha vinto con merito lo scudetto, e quindi sarà bello affrontarli, perché è già un bel test per noi. Le finali sono sempre belle da giocare, trasmettono tante emozioni e soprattutto servono ai ragazzi per cominciare a capire cos’è il calcio professionistico».
«È importante che i ragazzi capiscano che per diventare professionisti bisogna saper affrontare le partite sempre alla stessa maniera, con lo stesso impegno, la stessa attenzione anche nei giorni precedenti – ha aggiunto il tecnico -. Bisogna allenarsi sempre al massimo, indipendentemente dalla partita che si va ad affrontare. È una cosa su cui batto molto, poi è logico che queste partite danno emozioni particolari, ma cercheremo di arrivare al meglio come sempre».
Infine, l’allenatore ha spiegato cosa chiede alle sue squadre: «Per indole mi piacciono molto le squadre e i giocatori coraggiosi, perché questo è un mestiere che non è per tutti, è molto più difficile di quello che pensa la gente fuori. In una finale, dove non c’è tanto da fare calcoli, il coraggio diventa importante: preferisco un errore per eccesso che un giocatore timido che si nasconde».